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Via Monte Zovetto: cantiere paralizzato, a rischio la sicurezza degli abitanti

Ambulanze e vigili del fuoco non possono accedere all'area interessata, gli abitanti non possono usufruire dell'area blu: ecco cosa si son detti in Comune

Una situazione che diventa ogni giorno più insostenibile quella del cantiere fermo di via Monte Zovetto in Albaro. A nulla sono servite le proteste degli abitanti, come quella che ha fermato il traffico lo scorso 10 febbraio, lo scenario che si presenta è sempre lo stesso: lavori che non vanno avanti e gravi disagi quali la difficoltà di passaggio per gli abitanti con problemi motori, e che impedirebbe l'accesso ad ambulanze e vigili del fuoco in caso d'emergenza, aree blu non disponibili, oltre a tubature del gas a vista.

Il progetto per la realizzazione di 140 box sotterranei è ormai in stallo da cinque lunghi anni, da qui la decisione di portare il problema all'attenzione del Tar quindi del Comune attraverso accertamenti geologici che mettono in dubbio la stabilità del palazzo sotto al quale si trova il cantiere, esposto secondo questi documenti a un pericolo di frana. 

Dopo una prima fase di stallo e la ripresa dei lavori, le ruspe della Carena, ditta che versa in gravi difficoltà economiche, si sono definitivamente arrestate lo scorso fine agosto, ed è suonato nuovamente il campanello di allarme. 

In Sala Rossa sono stati Pietro Salemi della Lista Musso, Lilli Lauro del Pdl, Alfonso Gioia dell'Udc e Edoardo Rixi della Lega Nord a riportare l'attenzione sui disagi di via Monte Zovetto.

Queste le parole di Salemi: «Chi abita nel quartiere non si sente tranquillo per molti problemi legati all’organizzazione del cantiere; i cittadini hanno pagato le aree blu e non ne possono usufruire; certo, l’impresa ha avuto un sovraccarico di spese per problemi geotecnici, dubbio che non possa terminare i lavori. 

Fanno eco le dichiarazioni della Lauro: «Sono doverose le risposte ai cittadini, che nella commissione di dicembre chiedevano notizie. Possibile aprire altri varchi per permettere agli abitanti di raggiungere meglio le loro abitazioni? I lavori saranno portati a termine? O si sceglierà di utilizzare la fideiussione dell’impresa per tappare il buco e fare finta che non sia successo niente?».

Quindi è intervenuta Gioia «È stato leso il diritto alla salute dei cittadini alla luce delle difficoltà per i soccorsi in ambulanza. Che cosa fa l’amministrazione? È stata presa in considerazione la possibilità di un’azione giudiziaria per tutelare i cittadini?».

Ferma anche la posizione di Rixi: «Dal 2010 ci sono i cantieri della ditta Carena. Nel luglio 2013 Carena va in procedura fallimentare. Cosa hanno raggiunto i cittadini? Difficoltà nei soccorsi. Il corpo di una defunta è stato portato via con una carriola. I pompieri dicono di non poter intervenire, in caso di necessità, con idrovore. Sono presenti altri problemi, tra cui tubature del gas a vista»

Il vice sindaco Stefano Bernini risponde così alla domanda sul perché a Carena sia stata data una proroga di sei mesi. «Il Municipio Medio Levante sostenne quest’opera anche quando l’amministrazione genovese non era d’accordo. Rixi dovrebbe chiederne conto a chi all’epoca lo rappresentava sul territorio. Dopo i sopralluoghi, il Comune ha chiesto interventi urgenti a Carena, che ha risposto che la procedura in tribunale era già avviata e che perciò non poteva muoversi. Il Comune ha cercato altre soluzioni. Di certo non può intervenire direttamente in un cantiere aperto. Il 14 febbraio gli uffici comunali hanno intimato che si facesse un’immediata relazione sulla messa in sicurezza del cantiere e che si mettessero in atto gli interventi, in realtà poco onerosi, richiesti dai cittadini (spostamento di barriere, new jersey…). Mi auguro che Carena, che ha ancora qualche mese di tempo, riesca a risolvere, anche nell’interesse dei tanti lavoratori, i propri problemi. Altrimenti l’interlocutore sarà chi rileverà il cantiere».

Questa è la speranza di tutti i cittadini della zona, ormai giunti al limite della sopportazione per una problematica che non è migliorata da ormai troppi anni. Il tempo delle promesse è finito, ora serve un intervento reale.  

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