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Rapine a rappresentati di� gioielli e maltrattamenti alla moglie, arrestato a Londra

Un albanese di 35 anni, colpito da mandato di arresto europeo, è stato arrestato vicino a Londra, dove si era rifugiato per evitare di finire in carcere. Deve scontare quasi cinque anni di carcere. Arrestato anche un genovese per ricettazione

La polizia di Essex (Regno Unito) ha arrestato nella locale contea ai fini estradizionali un albanese di 35 anni, a seguito di un mandato di arresto europeo emesso dalla Procura della Repubblica di Genova per l'espiazione di pene concorrenti per complessivi quattro anni, 10 mesi e 4 giorni di reclusione in quanto responsabile dei reati di rapina aggravata, maltrattamenti in famiglia e tentata estorsione, commessi a Genova e Milano tra il 2004 e il 2012.

Attraverso articolate indagini condotte dalla Sezione Catturandi del Nucleo Investigativo carabinieri di Genova, in collaborazione con la Divisione Sirene del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Roma, è stato possibile individuare l'albanese nella contea di Essex, a nord-est di Londra.

Le indagini dei carabinieri hanno permesso di accertare che il catturando aveva trovato rifugio nel Regno Unito, subito dopo l'emissione dell'ordine di carcerazione da parte dell'autorità giudiziaria genovese (gennaio 2016). In quella contea, attraverso prolungati servizi di osservazione effettuati dalla polizia locale su input dei carabinieri della Sezione Catturandi di Genova, si è riusciti a localizzarlo seguendo alcune donne dell'est Europa con le quali il 35enne era già in contatto in Italia, come ricostruito dagli elementi desunti dai profili di social network e dalle immagini delle località in essi postate, riuscendo ad arrestarlo proprio durante un incontro con una di loro in una birreria del posto.

Nel 2004 l'albanese, insieme ad alcuni complici, ha commesso tra Genova e Milano un tentativo di estorsione e due rapine in danno di rappresentanti di preziosi. Nel tentativo di estorsione, i tre avevano minacciato un rappresentante per farsi consegnare 50mila euro, arrivando a collocare sul parabrezza della vittima le foto del suo nucleo familiare e un proiettile di arma da fuoco; nelle due rapine avevano agito travisati con parrucche o caschi integrali, armati di pistola elettrica, riuscendo ad asportare preziosi per migliaia di euro. Infine, nel 2012 l'albanese è stato denunciato dall'ex moglie per maltrattamenti e lesioni a seguito di frequenti litigi per futili motivi.

Nell'anno 2015, a seguito della definizione processuale della denuncia per maltrattamenti e lesioni, l'uomo si è reso irreperibile. Successivamente è divenuta definitiva la sentenza di condanna e nel mese di gennaio 2016 è stato emesso un ordine di carcerazione per scontare la pena residua dei reati commessi.

La Sezione Catturandi del Nucleo Investigativo carabinieri di Genova ha inoltre proceduto all'arresto di un genovese classe 1936, in ottemperanza all'ordine di esecuzione per la carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Genova, dovendo espiare una pena di cinque anni, otto mesi e 14 giorni di reclusione per ricettazione continuata di preziosi risultati provento di furti in abitazione. Al termine delle formalità di rito, l'arrestato è stato associato presso il carcere di Marassi.

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