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Cronaca Rapallo

Aironi morti durante il taglio di un albero: esposto in procura

L'episodio a Rapallo, l'associazione 'Gaia Animali e Ambienti': "Lo depositeremo lunedì, vogliamo piena luce sulle responsabilità"

Polemiche a Rapallo per la morte di due esemplari di airone cenerino e del ferimento di un terzo, durante le operazioni per il taglio di un grosso albero. Una vicenda sulla quale stanno indagando i carabinieri forestali. Nel frattempo l'associazione 'Gaia Animali e Ambiente' sta presentando un esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Genova "perché si risalga - si legge in una nota - ai responsabili di questo atto di sfregio verso esemplari di avifauna che sono una specie protetta dalla Convenzione di Berna e dalla Legge 157/92, che vieta anche la distruzione e danneggiamento dei nidi in particolare nel periodo di riproduzione". 

"Si tratta di animali presenti nella lista rossa Iucn (Unione internazionale per la conservazione della natura) in quanto specie minacciata dalla crescente sparizione degli ambienti acquatici e dall’inquinamento delle acque - proseguono da 'Gaia Animali e Ambiente -. L’avvocato Patrizia D’Elia Palmieri di Gaia Lex, il nostro centro di azione giuridica, depositerà l’esposto lunedì 27 maggio".

"Vogliamo piena luce sulle responsabilità", dichiarano il presidente e il portavoce nazionali di Gaia, Edgar Meyer e Stefano Apuzzo, che aggiungono: "Dalle notizie che trapelano il pino era su un terreno comunale e la richiesta del taglio era arrivata da Rfi con successiva ordinanza del Comune di Rapallo del 16 maggio".

"Questo episodio - concludono gli ambientalisti -, purtroppo non unico nel nostro Paese, denota una mancanza di cultura e di rispetto verso le altre forme viventi presenti in natura oltre che di ignoranza verso le leggi a loro tutela da parte di alcuni enti pubblici e di alcuni operatori. Ad aggravare l'episodio il fatto che alcuni cittadini avessero segnalato la presenza del nido, e nonostante ciò non si è proceduto a un accurato controllo preventivo. Ricordiamo ad amministratori pubblici e cittadini che sono vietati tutti gli interventi che possano disturbare la riproduzione dell’avifauna selvatica e che il danneggiamento o uccisione delle specie avifaunistiche in periodo della nidificazione può integrare eventuali estremi di reato".

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