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Aggressioni sui bus, autiste in piazza per chiedere più sicurezza

Presidio in mattinata davanti alla sede dell'azienda da parte di un gruppo di lavoratrici che invocano maggiore protezione alla luce dell'escalation di violenza degli ultimi mesi

Un vero e proprio bollettino di guerra in cui a fare le spese sono lavoratori, donne e uomini, che ogni giorno vanno a lavorare con ansia e paura: questo il bilancio del 2015 sulle aggressioni ai danni di autisti Amt, che negli ultimi mesi hanno subito una brusca e preoccupante escalation arrivando a 11. Ed è per questo che stamattina un gruppo di autiste hanno dato vita a un presidio davanti alla sede dell’azienda, chiedendo maggiori controlli e sicurezza durante i turni di lavoro.

A manifestare maggiori preoccupazioni sono appunto le donne: recentemente un’autista è stata aggredita a Sestri Ponente da un uomo che le ha fratturato un braccio e incrinato due costole, il tutto in pieno giorno su un bus della linea 158, e sono sempre di più i verbali che registrano episodi di violenza sugli autobus, una situazione che l’amministratore delegato di Amt, Livio Ravera, ha definito “irrilevante” ma che per i diretti interessati sta diventando insostenibile.

Da qui la decisione di protestare davanti alla sede in Valbisagno e chiedere un intervento decisivo da parte delle istituzioni e dell’azienda stessa: maggiori controlli in primis, e poi i mezzi blindati “promessi ormai da anni” che garantirebbero agli autisti più protezione nei confronti di potenziali aggressori, e ancora telecamere di sicurezza e un filo diretto con le forze dell’ordine per consentirgli di intervenire tempestivamente.

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