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Pestaggio omofobo sul bus, parla l'amico della vittima: «Erano in 6»

Il pubblico ministero Vittorio Ranieri Miniati ha interrogato il giovane inglese che la sera dell'aggressione era con il barista 44enne picchiato e ridotto in fin di vita dal branco al capolinea dell'autobus

Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulla violenta aggressione di cui è stato vittima Luca, il barista genovese di 44 anni che lo scorso luglio è stato ridotto in fin di vita dal branco sull’autobus perché creduto gay

A dare una svolta alle indagini potrebbe essere la testimonianza dell’amico inglese che quella sera stava tornando a casa con la vittima, e che questa mattina è stata sentita da Vittorio Ranieri Miniati, il pubblico ministero che si occupa della vicenda. Interrogato, l’uomo ha ribadito come già dichiarato inizialmente che gli autori del pestaggio sarebbero 6, e non 5 come risulterebbe dalle immagini delle telecamere di sorveglianza che hanno intercettato gli aggressori mentre lasciavano piazza Caricamento per inoltrarsi nel centro storico, e che due di loro sarebbero donne.

Ricordi meno precisi invece per quanto riguarda l’etnia degli aggressori: secondo il testimone, uno di loro potrebbe effettivamente avere origini latino americane come ipotizzato inizialmente, complice il racconto che Luca avrebbe fatto alla fidanzata nei giorni successivi all’aggressione, prima che le sue condizioni di salute peggiorassero al punto da mandarlo in coma dopo un intervento d’urgenza alla testa.

L’unico che potrebbe forse fare un po’ più di chiarezza su quanto accaduto è proprio Luca, che dopo la degenza al Galliera è uscito dal coma ed è stato trasferito in una struttura specializzata alla Spezia, dove ha incominciato il graduale recupero e da dove però ha dichiarato alle forze dell’ordine di ricordare poco o nulla di quanto accaduto in quella tragica notte. 

Al momento gli sforzi degli investigatori si muovono su più fronti: da una parte la ricerca a tappeto di testimoni che quella sera potrebbe avere assistito al pestaggio, che si è verificato prima sull’autobus, al capolinea di piazza Caricamento, e poi in strada; dall’altra i filmati delle videocamere di sorveglianza e le celle telefoniche che potrebbero avere agganciato i cellulari degli aggressori mentre si allontanavano.

Nei prossimi giorni intanto dovrà presentarsi davanti al pm anche l’autista dell’autobus su cui si è consumato il pestaggio, un 33enne genovese al momento iscritto nel registro degli indagati per omissione di soccorso e favoreggiamento, accusato di avere assistito ai fatti senza fare nulla.

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