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Martedì, 18 Giugno 2024
Cronaca Piazzale Marassi�

Carcere Marassi, calci e pugni a un poliziotto: un dito e costole rotte

Un detenuto ha picchiato un poliziotto, dopo aver sfasciato tutto quello che aveva davanti

Ennesima aggressione ai danni del personale di polizia penitenziaria nel carcere di Marassi, a Genova, lunedì 10 giugno.  

“Un appartenente alla polizia penitenziaria - commenta Vincenzo Tristaino, segretario per la Liguria del sindacato autonomo polizia penitenziaria - è stato aggredito con calci e pugni da un detenuto straniero che, poco prima, aveva sfasciato tutto quello che aveva davanti senza alcuna ragione. Solamente il provvidenziale intervento dei colleghi intervenuti in ausilio si è evitato il peggio e sono stati ripristinati l’ordine e la sicurezza all’interno della Sezione detentiva, ma il collega è stato selvaggiamente picchiato, con un dito e diverse costole rotte e oltre 30 giorni di prognosi”. 

Tristaino chiede “interventi concreti perché non tollereremo più questo tipo di aggressioni che non trovano il giusto trasferimento dei detenuti violenti. Oramai le aggressioni al personale sono meramente statistica e il Sappe auspica in un celere intervento da parte dell’amministrazione penitenziaria affinché si possa tornare a lavorare con un minimo di benessere psico fisico”.

Donato Capece, segretario generale del Sappe, evidenzia che “nel distretto penitenziario ligure-piemontese, nel solo secondo trimestre del 2024, si sono registrati una marea di eventi critici tra le sbarre delle carceri regionali: 235 resistenze e ingiurie, 7 proteste collettive con battitura e 15 rifiuti di rientrare in cella. 112 i poliziotti feriti con prognosi fino a 7 giorni, 15 con prognosi fino a 20 giorni ed 1 con più di 20 giorni. Anche un suicidio tra le fila della polizia penitenziaria e due astensioni dalla consumazione del pasto in mensa da parte degli agenti per protesta”. 

E torna a sollecitare “provvedimenti urgenti”, a cominciare da “un inasprimento di pena per i detenuti che aggrediscono il personale di polizia penitenziaria durante la permanenza e l’espiazione di pena in carcere” e dalle “espulsioni di tutti i detenuti stranieri in Italia, spesso protagonisti per più gravi eventi critici in carcere, come quello accaduto ieri proprio a Marassi”.

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