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Aggressione sul bus, autista Amt minacciato e preso a testate

L'aggressione si è verificata su un bus della linea 64, zona Belvedere da Passano. A scatenarla, la mancata apertura delle porte posteriori del mezzo

Ancora un’aggressione ai danni di un autista Amt, questa volta in zona Belvedere da Passano, sopra Oregina.

Tutto è successo nel pomeriggio di martedì su un bus della linea 64: stando al racconto dell’autista, una volta arrivato al capolinea ha notato due passeggeri lamentarsi perché, a loro dire, alla fermata precedente non aveva aperto le porte nella parte posteriore, costringendoli ad arrivare al fine corsa. L’autista, un 38enne, avrebbe quindi provato a spiegare non soltanto che le porte posteriori sono riservate alla salita, ma di non essersi accorto della richiesta, e dunque di avere proseguito senza intenzionalità.

Le spiegazioni non avrebbero però convinto uno dei due passeggeri, un genovese di 64 anni residente in zona, che avrebbe continuato a lamentarsi e e a insultare l’autista sino a quando quest’ultimo non è sceso dal bus per cercare di chiarire la situazione. A quel punto il 64enne si sarebbe scagliato contro di lui, sferrandogli una violenta testata in faccia.

L’autista ha immediatamente chiamato la polizia, e una volta sul posto gli agenti delle Volanti hanno tentato di fare chiarezza su quanto accaduto nonostante le proteste del 64enne, che si è giustificando sostenendo di essere stato aggredito per primo dall’autista con alcuni spintoni. L’uomo, visibilmente agitato, ha continuato a minacciare l’autista anche davanti ai poliziotti, e per lui è scattata la denuncia per lesioni aggravate e per interruzione di pubblico servizio. Le ferite hanno infatti reso necessarie le cure mediche, e l’autista, dimesso poi dall’ospedale con 7 giorni di prognosi, si è dovuto far sostituire da un collega alla guida del bus.

Sull'episodio è intervenuto in giornata il sindacato Orsa Tpl, che in una nota ha fatto sapere che «sistemi di videosorveglianza, guardie giurate, assicurazioni, una goccia saltuaria nel mare che non ha dato alcun risultato, solo sprechi di danaro pubblico. I lavoratori e i cittadini chiedono e pretendono sicurezza, non le solite "promesse politiche" che valgono come neve al sole. Iniziamo a sanzionare pesantemente chi commette certi illeciti, denunce penali per interruzione di pubblico servizio, maggiori controlli sui bus da parte delle forze dell'ordine».

«Nelle altre città si è creata una sinergia tra Prefettura, Questura, Aziende e Comune, i cittadini onesti non hanno nulla da nascondere pertanto vanno attivate subito tutte le telecamere presenti sui bus - conclude il sindacato - quindi vanno applicati interventi concreti e fissi tipo il nostro ormai noto Kit-Sicurezza, non i soliti spot a giorni alterni».

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