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Adinolfi: i due anarchici arrestati non rispondono al gip

Alfredo Cospito e Nicola Gai si sono avvalsi della facoltà di non rispondere di fronte al gip. Intanto continuano le indagini, gli inquirenti sono sicuri che i due non abbiano agito da soli

Genova - Alfredo Cospito e Nicola Gai, i due anarchici torinesi arrestati ieri per l'attentato all'amministratore delegato di Ansando Nucleare, Roberto Adinolfi, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere stamani nell'udienza di convalida davanti al gip di Torino Alessandra Bassi.

Il giudice si è poi riservato la decisione, come da prassi. Il legale degli arrestati, Gian Mario Ramondini, non ha rilasciato nessuna dichiarazione all'uscita dell'udienza.

«Ringrazio tutti», questo era stato il commento dell'ingegnere Roberto Adinolfi alla notizia del fermo di Cospito e Gai  ritenuti responsabili dell'attentato di cui lui fu vittima il 7 maggio scorso. In una breve dichiarazione, diffusa da Ansaldo Energia, Adinolfi ribadisce lo «sbigottimento per un atto che non trova spiegazione».

«Ringrazio tutti coloro che, con grande impegno e determinazione, si sono dati da fare per arrivare a questo importante risultato, dalle forze dell'ordine alle autorità competenti - ha dichiarato Adinolfi nella breve nota diffusa da Ansaldo: sono sicuro che questo contribuirà a rasserenare le tante persone che in questi mesi hanno condiviso con me il loro sbigottimento per un atto che non trova spiegazione».

In ogni caso continuano le indagini, ed è caccia al basista genovese: gli investigatori sono convinti che Cospito e Gai non abbiano agito da soli. Per questo stanno cercando di risalire a chi ha ospitato i due nei giorni precedenti o subito dopo l'attentato, e anche nei vari sopralluoghi. Gli inquirenti, sia i carabinieri del Ros che la Digos, stanno concentrando le loro attenzioni sulla “cellula" genovese del movimento anarco-insurrezionalista.

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