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Acquasola, migranti-volontari al lavoro per pulire il parco: «Vogliamo renderci utili»

Primo giorno di lavoro per una dozzina di profughi ospitati nelle strutture di accoglienza del capoluogo ligure. Il sindaco Doria: «Danno una mano, lo faranno anche in altre zone della città»

«Sono arrivato 5 mesi fa dal Senegal, e sono molto contento di essere a Genova, anche se un giorno spero di riuscire ad arrivare a Roma»: a parlare, in una pausa dal lavoro che sta portando avanti dalle prime ore della mattina, è Galass, 23 anni e un grande sorriso quando in un francese perfetto si dice «contentissimo, e molto fiero» di essere stato inserito nel progetto messo a punto a Comune, Prefettura e Forum Terzo Settore che prevede lavori socialmente utili per i migranti che da qualche mese popolano le strutture di accoglienza sul territorio genovese.

Prima “tappa” di un percorso che nelle intenzioni dei firmatari del protocollo siglato giovedì scorso andrà avanti allargandosi a tutta la città è stato il parco dell’Acquasola, dove questa mattina 11 profughi richiedenti asilo ospitati nella struttura gestita dalla onlus Agorà di via Croce Bianca si sono dati appuntamento muniti di rastrelli, guanti, sacchi della spazzatura e buona volontà per ripulire uno dei parchi più amati dai genovesi da erbacce, foglie e rifiuti: «Abbiamo già fatto un esperimento di questo tipo qualche mese fa ai Giardini di Plastica, ed è andato bene. Con la firma di questo protocollo diamo la possibilità a questi ragazzi di darsi da fare. Le richieste di adesione sono state tantissime: loro hanno voglia di lavorare e rendersi utili e qui all’Acquasola c’è sicuramente bisogno, non soltanto per quanto riguarda la manutenzione straordinaria, ma anche quella ordinaria», ha spiegato Simone Leoncini, presidente del Municipio Centro Est, aggiungendo che «se tutto andrà bene proseguiremo in altre zone della città: i lavori verranno effettuati anche a Villa Croce, Villa Gruber e altri parchi, ma anche in luoghi chiusi come il museo di Storia Naturale e la biblioteca Berio. In futuro ci piacerebbe anche fare qualche intervento all’interno delle scuole, magari piccoli interventi di imbiancatura o murales. Vorremmo che i cittadini percepissero lo sforzo di questi ragazzi, che stanno facendo un percorso di arricchimento e hanno voluto lasciare qualcosa alla città che li ospita».

Soddisfatto anche il sindaco Marco Doria, che dopo avere scambiato qualche parola con Safi Nour Agha, un profugo afgano arrivato in Italia da 15 mesi che sorridendo e in un italiano incerto ha spiegato che moglie eì figli sono in Danimarca, ha gettato acqua sul fuoco delle polemiche ribadendo che «qui si tratta di volontariato, ed è una bella cosa, lo apprezzo a prescindere da chi lo fa. A chi dice che lavorare gratis è sfruttamento sottolineo che si tratta di un impegno su base volontaria da parte di persone che sono ospitate in strutture della città, che hanno alle spalle percorsi di vita molto complicati e che oggi danno una mano. E’ l’inizio di un progetto articolato che estenderemo con interventi specifici in diversi Municipi della città». Poco spazio per le polemiche, dunque, anche per quanto riguarda la manutenzione di uno dei parchi più frequentati, e contestati, del capoluogo ligure: «Non affrontiamo il problema dell’Acquasola grazie al volontariato, in questi giorni si sta concludendo una gara di assegnazione dei lavori per un progetto di sistemazione dell’area per un importo di 300mila euro. Abbiamo deciso di investire sul parco, e stiamo concludendo la procedura di gara per assegnre i lavori all’impresa che presenterà la migliore offerta sulla base del progetto che era già stato messo a punto».

L’impegno previsto al momento per i migranti che partecipano all’iniziativa è di 3 giorni a settimana, per un totale di 9 ore di lavoro: un inizio per ragazzi come Modo Sowe, 22 anni, che a Genova è arrivato 7 mesi fa e che esprime il desiderio di “stare qui per sempre”, o come Magassa, 20 anni compiuti da poco, che non ha alcuna intenzione di rimanere con le mani in mano: «Mi piace Genova, e vorrei restare qui. Sono contento di lavorare e di rendermi utile”. E poi riprende a raccogliere foglie e a stiparle nei grandi sacchi neri che Amiu - che collabora al progetto insieme con Aster - si occuperà poi di smaltire. Intorno a lui e ai suoi "colleghi", gli abituali frequentatori del parco, mamme e bimbi, pensionati, persone che portano a passeggio il loro amico a quattro zampe: «Mi sembra una bellissima cosa, soprattutto in un parco come questo, abbandonato a se stesso», dice Valentina, 20 anni, che l’Acquasola la frequenta spesso con il suo cane: “Mi fa piacere che abbiano deciso di dare una mano, il loro aiuto è prezioso».

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