Tubi esplosi, le scuse di Iren. Ma arriva il rincaro in bolletta: +5%

Dal geyser di Principe agli allagamenti a Dinegro e Borzoli, dalla Valpolcevera alla Valbisagno

L'impianto dell'acquedotto genovese è stato messo in crisi molte volte ma mai come negli ultimi tempi. In soli undici giorni si sono registrati numerosi guasti, alcuni di lieve entità e altri molto più seri, anche clamorosi, come quello di fronte alla stazione Principe: immagini che hanno fatto il giro del web, con panorami che ricordano i geyser islandesi o - peggio ancora - gli allagamenti alluvionali, purtroppo ben scolpiti nella memoria dei genovesi. 

Questa settimana di fine giugno è iniziata da dove era finita quella precedente: oggi allagamenti a Borzoli, sabato la "fontana" in piazza Acquaverde e il "fiume" in salita degli Angeli. Andando di poco più indietro nel tempo, il 21 giugno grossi problemi in via Semini, a San Quirico, e in via Romairone, a Pontedecimo. Prima ancora in via Adamoli, a Molassana. Passata l'emergenza, bisognerà analizzare attentamente la situazione degli impianti sia dal punto di vista tecnico sia da quello economico. 

Dal Comune sono arrivate le parole dell'assessore comunale all'ambiente Italo Porcile: «Aspettiamo che cessino le criticità, ma qualche domanda ce la stiamo facendo e vogliamo rassicurazioni. Bisogna capire se ci siano dei problemi profondi, per risolvere i quali chiederemo un intervento tempestivo». Intanto c'è già chi si mobilita per contrastare la privatizzazione del servizio idrico, attaccando l'amministrazione locale, come ha fatto il Movimento Cinque Stelle: «Ecco i risultati della privatizzazione - hanno detto i portavoce liguri Alice Salvatore e Marco De Ferrari - L'acqua deve essere pubblica». 

Ma sulla testa dei genovesi c'è un'altra tegola in arrivo: un nuovo aumento delle tariffe intorno al 5 percento. Mercoledì prossimo è previsto il provvedimento di ratifica di questo rincaro in bolletta da parte della Città metropolitana, l'ente che ha sostituito la vecchia Provincia: «Il rincaro è inferiore rispetto all'ultimo aumento che era stato del 6,5% - si giustifica Enrico Pignone, consigliere della città metropolitana delegato all'Ambiente. Rispetto al passato, però, aumenteranno gli investimenti sul territorio». 

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Intanto arrivano anche le scuse da parte di Iren, l'azienda per la gestione dei servizi idrici integrati: «Ci scusiamo per l'incidente di questi giorni - spiega l'amministratore delegato di Iren Massimiliano Bianco, intervenuto a margine dell'inaugurazione del depuratore di Recco - Sappiamo di gestire una rete molto delicata e gli investimenti che stiamo facendo, in netto aumento rispetto al passato, ci confortano sul fatto che queste criticità saranno sempre meno in futuro. Il numero delle chiamate per segnalare problemi sono dimezzate negli ultimi cinque anni e gli investimenti sono raddoppiati. Una rete idrica è un sistema molto complesso: con le sollecitazioni che arrivano nei primi giorni di calore, con un incremento importante di consumi su una rete ammalorata è un problema. Il nostro impegno è far sì che questi problemi non ci siano in futuro. Sul fronte manutenzione abbiamo fatto il doppio degli interventi nell'ultimo biennio rispetto a cinque anni fa. Interventi non ancora sufficienti rispetto all'estensione della rete: oltre 10mila chilometri per una rete che nasce con tre acquedotti diversi. L'intervento che abbiamo eseguito, senza tutti gli investimenti fatti finora, sarebbe stato più pesante: probabilmente tutto il levante sarebbe rimasto senz'acqua». 

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