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Martedì, 25 Giugno 2024
Cronaca San Colombano Certenoli

Coppia massacrata con una roncola, arrestato l'ex della figlia: non accettava la fine della relazione

L'episodio domenica sera a San Colombano Certenoli: a colpire i coniugi sarebbe stato l'ex della loro figlia, un 25enne che non aveva mai accettato la fine della relazione. Dopo la violenza (in cui è rimasto ucciso il cane dei due), il furto dell'auto delle vittime, l'incidente e la fuga nei boschi: la dinamica, le ricerche e l'arresto

Non avrebbe accettato la fine della relazione con la sua ex, il 25enne che si sarebbe scagliato con incredibile violenza contro i genitori di lei per vendetta.

Il giovane, Andrea Bandini, è stato arrestato e portato in carcere con l'accusa di duplice tentato omicidio in seguito all'accoltellamento di domenica sera a San Colombano Certenoli. I fatti nella frazione di Celesia, alle spalle di Chiavari, in un appartamento di via Gotelli verso le 22,30. Le vittime - un uomo di 62 anni e una donna di 65 - aggredite violentemente al volto e al cranio con una roncola e ricoverate in ospedale in gravi condizioni, come detto sono i genitori della sua ex fidanzata. La furia del malvivente non ha risparmiato neppure il cane di piccola taglia della coppia, ucciso sempre in quella circostanza mentre cercava di difendere i suoi padroni.

Subito dopo, il violento ha rubato le chiavi delle auto dei due coniugi tentando di scappare prima con una, ma senza riuscire a inserire la retromarcia, e poi utilizzando l'altra, una Fiat 500. A chiamare i soccorsi, i vicini di casa che avevano sentito rumori strani e lamenti.

Oggi, martedì 11 giugno, è stato arrestato il presunto responsabile: il 25enne avrebbe cercato nascondiglio nei boschi e poi in un rifugio sulle alture dopo aver perso il controllo della 500, uscendo fuori strada e abbandonando l'auto. È stato individuato nella notte tra lunedì e martedì dai carabinieri.

I messaggi minacciosi alla ex: "Ti ammazzo il cane"

Le indagini avviate hanno fatto emergere la figura dell'ex fidanzato della figlia delle vittime, anche perché il quadro non corrispondeva a quello di una rapina come invece si ipotizzava in un primissimo momento. Gli investigatori hanno pensato a una persona che potesse avercela con la coppia e il 25enne, di mestiere muratore, non aveva mai accettato la fine della relazione di cinque anni con la figlia della coppia, soprattutto da quando lei aveva iniziato una nuova storia con un altro partner.

E aveva iniziato a inviarle messaggi, tanti e insistenti, fino ad arrivare a minacciare, più o meno velatamente, il suo cane, i suoi genitori e anche il nuovo fidanzato: "Ti ammazzo il cane, seguirà il karma" sarebbe uno dei messaggi comparsi sul telefonino della giovane.

L'uomo, dallo scorso venerdì, aveva lasciato la propria abitazione di Carasco, dove si trovava in affitto e non utilizzava più il suo telefono, probabilmente per rendersi irrintracciabile.

Il piano per aggredire i genitori di lei

Secondo una prima ricostruzione degli eventi, sabato il 25enne si sarebbe introdotto in una casa disabitata a pochi metri dall'abitazione dei genitori della sua ex, probabilmente con già l'intento di colpire.

Domenica sera, il momento dell'azione, arrampicandosi lungo la parete esterna fino a raggiungere il balcone della casa dove, proprio in quel momento, la madre della sua ex stava per chiudere le imposte. A quel punto l'aggressione, violentissima, con la roncola, colpendola al viso e alla testa. Il malvivente, entrato in casa dalla camera da letto, prima ha ucciso il cane che gli andava incontro, e poi ha colpito con altrettanta veemenza il marito che si trovava in bagno.

Infine avrebbe preso le chiavi delle auto, scappando.

La fuga sull'auto rubata, l'incidente, le ricerche e il ritrovamento in un rifugio: "Non so cosa mi è venuto in mente"

Inizialmente il violento, su cui è stata disposta una perizia psichiatrica, si era messo alla guida di una Volkswagen ma non è riuscito a inserire la retromarcia, da qui la decisione di prendere l'altra auto, una Fiat 500. I Presa quest'ultima per scappare, dopo poche ore è uscito di strada. Riuscito a uscire senza ferirsi, è fuggito a piedi nel bosco liberandosi della maglietta sporca di sangue.

Le ricerche dei militari si sono estese in tutta la zona del Tigullio, soprattutto nelle zone più montuose. Fino a quando è giunta la segnalazione di un testimone che aveva visto il fuggitivo allontanarsi verso un rifugio tra i boschi, a circa due ore a piedi da Santo Stefano d'Aveto. Il comando provinciale dei carabinieri, nonostante fosse notte fonda, ha organizzato immediatamente le ricerche nel bosco, pattugliato a piedi con l'intervento del nucleo investigativo, che ha coordinato l'intervento con il colonnello Michele Lastella, del reparto operativo della compagnia di Chiavari, della stazione di Santo Stefano d'Aveto e dei carabinieri forestali.

Alla fine i militari sono arrivati al rifugio Astas e, dopo aver circondato la struttura, sono entrati all'interno bloccando l'uomo dopo un tenue tentativo di resistenza. Subito dopo l'interrogatorio: in considerazione del grave quadro indiziario derivante dalle indagini, il pm ha disposto il fermo per tentato omicidio aggravato e il 25enne è stato portato nel carcere di Marassi. "Non so cosa mi è venuto in mente" avrebbe detto il ragazzo agli inquirenti.

I soccorsi con anche i vigili del fuoco: come stanno i due feriti

Per aiutare le due vittime - ricoverate in ospedale in codice rosso e in gravi condizioni - sono dovuti intervenire, oltre ai soccorsi sanitari, anche i vigili del fuoco a causa di una stretta scala a chiocciola che non consentiva lo spostamento dei due feriti sulle barelle. Alla fine, i due sono stati calati dalla finestra.

I due genitori restano in coma e sono stati operati (la madre, che ha perso anche un dito, ha subito tre interventi). In ogni caso i medici sono cautamente ottimisti.

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