Lavorazione e distribuzione di merce falsa, 21 denunciati e un arresto

In un appartamento del centro storico scoperto un “caveau”, un doppiofondo occultato da un pannello di legno e ricavato nel vano doccia, dove era ammassato e nascosto un ingente numero di capi e accessori di abbigliamento contraffatti

Grazie a una complessa e articolata indagine, la Guardia di Finanza di Genova ha individuato e denunciato all'Autorità Giudiziaria gruppi criminali di cittadini senegalesi, radicati nel territorio genovese, di commercianti e artigiani italiani operanti nella provincia di Brescia e di cittadini cinesi attivi nella città di Brescia, che costituivano l'intera filiera di produzione e commercializzazione di merce contraffatta destinata ai venditori abusivi che operano sulle piazze e sui lidi della Liguria.

La complesse investigazioni si sono concluse con il sequestro di 5 immobili, oltre 1,4 milioni di prodotti contraffatti, 8 ricamatrici professionali, 10 macchine da cucire, 33 cliché software, 2 supporti magnetici, 7 punzonatrici, 1 pressa, 1 postazione di lavoro “sartoria” e 2 personal computer portatili.

L'operazione ha consentito di denunciare alla Procura della Repubblica di Genova 21 soggetti in stato di libertà e 1 in stato di arresto per i reati di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, ricettazione, resistenza a pubblico ufficiale e immigrazione clandestina, oltre all'accertamento di avvenuta vendita di circa 300mila prodotti recanti marchi contraffatti.

Le attività investigative hanno avuto inizio in seguito all'individuazione, attraverso un'attenta mappatura dei laboratori del falso allestiti nel centro storico genovese, di un appartamento che veniva utilizzato dal sodalizio criminale come deposito di stoccaggio della merce prodotta.

La peculiarità di detto immobile era costituita dalla presenza di un caveau, un doppiofondo occultato da un pannello di legno e ricavato nel vano doccia, ove era ammassato e nascosto un ingente numero di capi e accessori di abbigliamento contraffatti, oltre a diversi capi neutri in fase di “lavorazione”, a testimonianza della piena attività dell'organizzazione produttiva individuata.

Principale artefice dell'attività illecita è risultato un cittadino extracomunitario che si avvaleva della collaborazione di altri stranieri, nonché della moglie italiana. Le successive indagini hanno portato a identificare i compartecipi all'organizzazione criminale operante in Liguria e a ricostruire la catena di approvvigionamento della merce contraffatta proveniente dalla vicina Lombardia.

Le perquisizioni effettuate nella città e nella provincia di Brescia hanno consentito di acquisire ulteriori elementi probatori circa l'esistenza di altri due gruppi criminali attivi nel settore della contraffazione delle griffe. Le attività di polizia giudiziaria hanno consentito di individuare e smantellare 5 officine/laboratori nelle quali venivano prodotte minuterie metalliche (tiralampo, bottoni, rivetti, etc.) ed etichette riportanti marchi contraffatti di note case di moda che servivano per la confezione di capi e accessori di abbigliamento contraffatti.

Tre dei laboratori/officine erano gestiti da commercianti e artigiani italiani mentre i restanti 2 erano gestiti da commercianti e artigiani extracomunitari. I 5 laboratori/officine costituivano una vera e propria rete di strutture appositamente allestite con mezzi, locali e know-how tecnologico, volta a sfruttare illegalmente l'utilizzo di marchi registrati a danno di aziende che operano lecitamente e offrono possibilità di lavoro regolare e stabile.

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