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L'Abbazia di San Giuliano riapre alla città. E si pensa a un museo dei cantautori

Dopo 25 anni di chiusura e oltre 6 milioni di euro investiti, il complesso torna a spalancare le porte ai cittadini con una serie di eventi e incontri. In attesa di scoprire se diventerà un polo museale dedicato alla canzone d'autore

Dopo decenni di chiusura per lavori di restauro e messa in sicurezza, e un investimento da sei milioni e mezzo, l’abbazia di San Giuliano, in corso Italia, torna ad aprire le porte alla città. E lo fa in grande stile, con un’inaugurazione ufficiale venerdì 12 maggio e una “open week” dal 16 al 20 maggio che prevede musica dal vivo nel chiostro, visite guidate alle parti restaurate e una serata speciale, quella conclusiva, in occasione della Notte dei Musei.

Soprattutto, lo fa con un'idea ambiziosa di cui si è discusso ieri al Ministero dei Beni e delle Attività culturali di Roma, dove un “contingente” di istituzioni genovesi ha chiesto al ministro Dario Franceschini la possibilità di istituire all’interno dell’abbazia un museo dedicato ai grandi cantautori liguri.

Il progetto, fortemente voluto dall’assessore Regionale alla Cultura, Ilaria Cavo - già firma dietro l’iniziativa “Cantautori nelle scuole” - prevede la realizzazione di un polo museale all’interno della restaurata abbazia, che celebri e racconti la storia di Faber, Bruno Lauzi, Luigi Tenco, Gino Paoli, Ivano Fossati e delle altre grandi voci liguri. Una vera e propria “casa del cantautore” - questo pare il nome provvisorio - di cui si è discusso lunedì a Roma alla presenza dei rappresentanti del Mibact e della stessa Cavo. 

Le questioni più importanti da risolvere per dare il via al progetto, al momento, sono due: da un lato la questione economica, con il reperimento dei fondi necessari a realizzarlo (ed è qui che il Ministero dovrebbe farsi sentire), dall’altra individuare una nuova sede per il nucleo Difesa del Patrimonio Artistico e Culturale dei carabinieri, per cui era stata scelta proprio la nuova abbazia al momento della stesura del progetto. Le ipotesi sono al momento al vaglio di tutti, dalla Cavo al Mibact passando era il comando nazionale dei carabinieri, e la speranza della Regione è che si possano trovare al più presto soluzioni in grado di trasformare l’abbazia di San Giuliano in un museo e, di conseguenza, garantirne l’apertura al pubblico.

Nell’attesa, tutto è pronto per l’inaugurazione del nuovo complesso, come conferma anche Alessandro Morgante, presidente del Municipio Medio Levante: «Ho avuto la fortuna di visitarla in anteprima, e sono rimasto strabiliato. Sembra un piccolo Palazzo Ducale”, assicura, anticipando che “siamo certi che verrà moltissima gente all’open week. C’è tantissima aspettativa dopo anni di chiusura, e speriamo che con questo primo passo sia possibile trovare una soluzione definitiva per tenerla aperta». 

La mancanza di personale (e di fondi) impedisce infatti di tenere aperta l’abbazia tutti i giorni, ma l’ipotesi al momento è quella di replicare periodicamente iniziative come l’open week, con visite guidate e concerti dal vivo. Nel frattempo, il 12 maggio in occasione dell'apertura, durante il convegno dal titolo "San Giuliano ritrovato”, si parlerà del restauro effettuato con Elisabetta Piccioni, segretario regionale del Mibact per la Liguria, il soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio Vincenzo Tinè, e con Serena Bertolucci, direttore del Polo Museale della Liguria e di Palazzo Reale di Genova.

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