Masone, il casello resta chiuso sino al 19 giugno: l’allarme delle vallate

Dieci giorni di chiusura per uno degli accessi alla A26 a causa della frana di martedì. E i sindaci chiedono che almeno i mezzi di soccorso possano percorrerla per raggiungere gli ospedali genovesi

Resterà chiuso al traffico sino al 19 giugno il casello di Masone: la frana caduta martedì sulla rampa di accesso all’A26 ha costretto Aspi a chiudere l’accesso per 10 giorni di lavori di messa in sicurezza, con conseguenze pesantissime sulla viabilità in valle Stura.

I sindaci hanno già manifestato tutto il loro disappunto, complice anche la chiusura della Sp456 del Turchinio in direzione Nord (la Provincia di Alessandria ha riaperto il tratto a mezzanotte in località Gnocchetto), e la preoccupazione non riguarda soltanto il traffico ordinario, ma anche quello sanitario. 

«A fronte dell'insostenibile situazione dei collegamenti valligiani che stasera vedranno le nostre valli pressoché isolate - scrivevano martedì i sindaci delle valli Stura, Orba e Leira -  abbiamo richiesto immediatamente presidio di automedica in loco». La richiesta successiva è stata rivolta ai vertici Aspi e all’assessore regionale alla Protezione Civile, Giacomo Giampedrone, affinché almeno i mezzi di soccorso possano percorrere la A26 per raggiungere gli ospedali genovesi.

«È stato avviato un ragionamento con proposta di soluzione, previa attivazione di scorta da parte della Polizia stradale - fanno sapere i sindaci - di cui abbiamo informato i presidenti dei rispettivi Comitati di Croce Rossa e Croce Bianca e mercoledì ne avremo conferma».

Creato un passaggio per i mezzi di soccorso

«Da domani, grazie a un accordo tra Regione Liguria e Autostrade per l’Italia, tutti i mezzi di soccorso che non possono usare il casello di Masone, al momento chiuso per una frana, potranno entrare sulla A26 utilizzando l’area di servizio Stura, situata a pochi chilometri dal casello stesso, sia per dirigersi verso nord che verso sud con accessi che saranno garantiti da presidi fissi con movieri organizzati dalla concessionaria autostradale. Tutto questo ovviamente in attesa che il casello di Masone torni quanto prima nella sua piena operatività in entrata e in uscita, finite le verifiche e gli opportuni interventi del concessionario sulla frana in atto: questa operazione resta in questo momento la necessità primaria per ripristinare una parziale normalità in tutta la valle». Lo annuncia l’assessore alle Infrastrutture e Protezione civile Giacomo Giampedrone.

«Questa soluzione – spiega l’assessore – consente un accesso sicuro per i mezzi di soccorso, visto che l’utilizzo dal casello resterà impossibile per diversi giorni. Si tratta di una soluzione certo parziale, ma che perlomeno dà una risposta rapida e concreta sul fronte delle principali emergenze che si potrebbero verificare nella zona, a fronte di una richiesta di attenzione che si è levata da tutta la valle Stura a seguito della frana sull’accesso autostradale della giornata di ieri».

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«A livello complessivo – conclude Giampedrone - ribadiamo l’assoluta necessità da parte del Ministero dei Trasporti, esclusivo competente in materia, di fornire al territorio e alla Liguria intera autostrade degne di questo nome, oltre che, da parte di chi ha l’incarico di svolgere gli interventi necessari, di far sì che siano il più celeri possibili per eliminare i disagi che ogni giorno rendono sempre più complessa la vita dei cittadini. In ogni caso – conclude – tutta la tratta da Ovada a Genova aeroporto, in entrambe le direzioni resta esente dal pedaggio, come per gran parte delle tratte liguri gestite da Autostrade per l’Italia, sempre grazie all’accordo tra Regione Liguria e Aspi per ovviare almeno in parte ai disagi».

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