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25 aprile: Laura Boldrini a Genova per la festa della Liberazione

A Genova la cerimonia istituzionale del 25 aprile si concluderà in piazza Matteotti dove alle 11.15 la presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini terrà l'orazione commemorativa della Liberazione

Genova - A Genova la cerimonia istituzionale del 25 aprile si aprirà al cimitero di Staglieno dalle 8 con le deposizioni delle corone al Campo israelitico, al monumento dedicato agli Internati e Deportati nei lager nazisti, al Campo Trento e Trieste e al Campo dei Caduti Partigiani seguita dalla messa in suffragio e proseguirà alle 10 con la formazione del corteo in piazza della Vittoria per raggiungere il sacrario dei Caduti Partigiani al Ponte Monumentale con deposizione delle corone e lettura dell’atto di resa tedesca al CLN e della motivazione della medaglia d’oro al valor militare alla Città di Genova. La manifestazione si concluderà in piazza Matteotti dove alle 11.15 la presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini terrà l’orazione commemorativa della Liberazione.

Un pellegrinaggio alle pietre della memoria, cippi, lapidi, monumenti, dei caduti per la Libertà. Ai martiri della Resistenza la Provincia - che il 25 aprile con il commissario Piero Fossati e il gonfalone parteciperà alle cerimonie istituzionali di Genova con l’orazione ufficiale della presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini - rende omaggio con deposizioni di corone d’alloro alle testimonianze che sul territorio, dalla valle Stura alla val Polcevera, nella VI Zona Partigiana fra alta val Bisagno, val Trebbia e val d’Aveto e dall’entroterra alla costa del Levante, segnano i luoghi dove molti uomini della Resistenza sacrificarono la vita e dove le rappresaglie nazifasciste devastarono interi borghi e paesi saccheggiando case, torturando, deportando o uccidendo gli abitanti.

La Provincia che per il sostegno e i sacrifici delle sue popolazioni nella lotta per la libertà ha ricevuto il 24 aprile 2009 dal presidente Giorgio Napolitano la medaglia d’oro al merito civile renderà omaggio, per fare qualche esempio, ai monumenti e alle lapidi dedicati ad Aldo Gastaldi, il comandante “Bisagno” a Cichero (dove fu stilato il famoso Codice, uno dei punti più alti della riflessione etica sull’azione partigiana e sul rapporto con la popolazione civile) Fascia, Rovegno, Chiavari e a Torriglia dove nel 1944 nacque quella ‘repubblica’ modello per le future nuove istituzioni libere. Sempre a Torriglia verranno deposte corone al monumento al Pian dell’Orso, restaurato dagli Alpini nel 2010, che ricorda l’eccidio di dodici partigiani e alla lapide vicino alla galleria della Buffalora che dà voce a tutti i valori, i sacrifici e alla fratellanza della Resistenza.

Particolarmente intensa tra le tappe del pellegrinaggio quella di Cichero “scuola e patria partigiana” alle pendici del monte Ramaceto, come ricorda la lapide a Gnorecco dove per rappresaglia i nazifascisti incendiarono il borgo solidale con la Resistenza infierendo sugli abitanti. A Gnorecco il contadino e calzolaio Stecca aveva messo a disposizione il proprio 'casone' come base operativa della prima formazione partigiana, guidata da 'Bisagno' e da Giovanni Serbandini 'Bini': la divisione garibaldina Cichero "determinante per le sorti della Resistenza nella VI zona operativa" ha scritto lo storico Getto Viarengo. Il 16 luglio 1944, sorpresi e massacrati in un rastrellamento sette partigiani della Cichero le SS tedesche e italiane di Vito Spiotta, futuro comandante della Brigata Nera (condannato a  morte nell'agosto 1945 per i suoi crimini dalla Corte d'Assise straordinaria di Chiavari e fucilato il 12 gennaio 1946 a Genova) si accanirono con rappresaglie contro la popolazione, incendi di case, furti ed espropri di bestiame e provviste.

Nel Levante altre cerimonie si terranno, per citarne alcune, a Camogli, Santa Margherita Ligure, Chiavari e Calvari di San Colombano Certenoli sede dell’unico campo di concentramento del territorio e tristemente nota anche per l’eccidio di dieci partigiani morti al grido “Viva Bisagno! Viva l’Italia”. A Lavagna, dove nacquero la divisione “Cichero” e la formazione “Coduri”, la memoria della Resistenza quest’anno si celebra anche, il 24 aprile, con la medaglia d’argento al valor civile conferita alla città dal Ministero dell’Interno per il forte sostegno alla lotta di Liberazione che, si legge nella motivazione, “….la popolazione seppe affrontare con coraggio e solidarietà”. Tra le molte cerimonie del Genovesato in valle Stura sarà deposta una corona al cippo di Tiglieto dedicato al partigiano russo Iakovic Gorev “Luca”, simbolo della partecipazione di combattenti dell’Europa dell’est alla lotta di liberazione.

Al Romitorio di Masone sarà reso omaggio ai 59 martiri del Turchino, ferocemente massacrati dai nazifascisti il 19 maggio 1944 mentre venivano obbligati a camminare su un asse sospeso sulla grande fossa che un gruppo di detenuti ebrei di Marassi era stato costretto a scavare. A Rossiglione si ricordano invece le distruzioni subite dal borgo a causa della sua importanza di crocevia strategico fra Liguria, Piemonte e Lombardia, con pesanti attacchi nazifascisti da terra e degli aerei inglesi e americani. Il 2 gennaio 1945 i bombardamenti contro la stazione ferroviaria colpirono in pieno anche il centro abitato, distruggendo in un immenso incendio Rossiglione inferiore.

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