Al via le celebrazioni per il 25 Aprile, corteo in centro

Primo appuntamento istituzionale alle 8 al cimitero di Staglieno; alle 10 da piazza della Vittoria raggruppamento e poi partenza in direzione Matteotti

Niente polemiche né strumentalizzazioni: è stato questo, in estrema sintesi, l’appello lanciato dai vertici di Regione e Comune (nello specifico, dal governatore Giovanni Toti e dal sindaco Marco Bucci) per le celebrazioni per il 25 Aprile, anniversario della Liberazione. E nei giorni in cui si dibatte ancora del “caso corone” nel Municipio Medio Levante e di post celebrativi su Mussolini, in mattinata sono partiti dal cimitero di Staglieno i festeggiamenti istituzionali.

Migliaia  le persone che hanno voluto partecipare alla manifestazione, dai rappresentati delle istituzioni ai cittadini passando per i giornalisti, schierati per la libertà di stampa. Il corteo è partito poco dopo le 10 da piazza della Vittoria, poi si è diretto verso il ponte Monumentale per la deposizione delle corone proseguendo verso piazza Matteotti per il saluto delle istituzioni e il discorso di Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte Costituzionale. 

Striscione contro la Lega in corteo e contro Matteo Salvini a Uscio

Nel giorno delle celebrazioni per la Liberazione, non sono mancate contestazioni alla Lega e al vice premier Matteo Salvini. Alcuni striscioni erano presenti in corteo con messaggi che facevano riferimento a «antifascismo è porti aperti e covi fascisti chiusi» e «ladro, mafioso, fascista in una parola leghista», un altro striscione è stato affisso nella notte a Uscio ed era diretto al leader del Carroccio: «Salvini attento, ancora fischia il vento».

Nel primo caso è intervenuta la Digos, che ha fatto rimuovere lo striscione, nel secondo i carabinieri, che lo hanno tolto poco dopo la scoperta.

Il discorso del governatore ligure Giovanni Toti

«È bello essere qui oggi in questa piazza, persone con ricordi diversi, storie diverse, mestieri diversi, fedi diverse ma tutti uniti come unito fu quel grande movimento di Liberazione che oggi ricordiamo e celebriamo. Credo che sia esattamente questo lo spirito della Resistenza- ha esordito in piazza Matteotti il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti - unire una nazione. È questo lo spirito del 25 aprile, uno spirito che  deve vederci tutti uniti, senza gli assurdi  e osceni revisionismi che ho visto in scena ieri a Milano e di cui stamani  si è parlato  sui giornali e senza quelle strumentalizzazioni da parte di pochi che troppo spesso hanno diviso i tanti».

“Nella storia dell’uomo ci sono stati tanti conflitti dolorosi - ha continuato il governatore - ma questo è particolare ed è per questo che siamo in tanti a celebrarlo oggi, ricordandoci anche il valore, l’onore e la responsabilità che questa città porta sulle spalle. Ci sono state tante guerre nella storia dell’uomo ma questa è particolare, perché da un lato combatteva chi voleva imporre la propria idea al continente e al mondo, dall’altro combattevano persone diverse che volevano che questo mondo fosse pieno di idee, anche diverse tra loro, ma che potevano convivere pacificamente. Una storia che ha unito persone molto diverse: nell’ora più buia ha unito gli operai di Genova che liberavano i loro stabilimenti con un primo ministro inglese che seppe promettere lacrime, sudore e sangue, ha unito i militari di Cefalonia e i soldati americani che sbarcavano in Sicilia, ha unito i partigiani sulle montagne e chi li nascondeva nelle proprie case rischiando la vita”

.«Credo che questo sia il miglior modo  - ha concluso Toti - per ricordare quel momento: spero che questa davvero possa diventare per tutti la festa fondativa di una nazione  e sono contento che siamo qui oggi tutti insieme perché, come ha detto qualcuno più bravo di me con le parole e la musica, la libertà non è stare sopra un albero,  ma  è partecipazione e Genova ha dimostrato col ponte Morandi che c’è ed è viva».

Le polemiche per-celebrazioni 

«Il 25 aprile è una festa di tutti, senza polemiche, senza giustificazioni, senza mistificazioni, senza strumentalizzazioni, senza semplificazioni», aveva detto alla vigilia delle celebrazioni il governatore Toti, facendo eco alle parole del sindaco Bucci, che aveva gettato acqua sul fuoco delle polemiche annunciando la partecipazione a tutti gli eventi istituzionali della giornata. A scaldare gli animi era stata la decisione, da parte del presidente del Municipio Medio Levante, Francesco Vesco, di non finanziare l’acquisto delle corone da deporre nei luoghi simbolo della Resistenza nel quartiere. Vesco si era giustificato spiegando che i soldi erano pochi, Bucci aveva replicato annunciando che sarebbe stato il Comune a metterceli. 

Alla fine però le corone a disposizione sono rimaste 4, dalla giunta non sono arrivate ulteriori indicazioni (né finanziamenti) ed è stato a quel punto che l’ex candidato sindaco Gianni Crivello, ora portavoce della Lista Crivello in consiglio comunale, è intervento insieme con l’associazione Progetti Comuni per acquistare altre due corone, deposte mercoledì 24 aprile in via Strasserra e in passo Verzelli: «Un gesto simbolico - ha detto Crivello - per riaffermare con forza che memoria e futuro, rappresentano un binomio imprescindibile».

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