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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Salute

Covid, contatto con un positivo: le regole da seguire per vaccinati e non

Cosa significa "contatto stretto", quanto dura la quarantena e cosa cambia per i vaccinati e per chi non lo è? Ecco l'iter da seguire

Facciamo i conti con la pandemia e il covid da quasi due anni, e ormai parole come 'contatto stretto' o 'quarantena' sono entrate nel nostro vocabolario quotidiano. Di fatto la campagna vaccinale ha permesso di alleggerire la pressione sugli ospedali tuttavia non di evitare periodi di isolamento per le persone a cui è stato riscontrato il virus e per chi è era in loro compagnia, ovvero il 'contatto stretto'.

Esistono vari tipi di procedure da seguire a seconda dei casi, proviamo a fare chiarezza.

Cos'è un "contatto stretto"

Il contatto stretto è la persona che è entrata in contatto con un caso probabile o confermato di covid nelle 48 ore che hanno preceduto i sintomi fino a 14 giorni dopo o fino al momento della diagnosi e dell’isolamento del positivo. Attenzione però, se il soggetto positivo è asintomatico, il lasso di tempo preso in esame per dichiarare il contatto stretto va da 48 ore prima della scoperta della positività, fino a 14 giorni dopo.

Ma chi sono i contatti stretti? Nella maggioranza dei casi le persone che vivono nella stessa casa di un positivo, oppure soggetti che hanno avuto un contatto fisico come anche una stretta di mano (non è necessario sia un contatto prolungato). È un contatto stretto chiunque possa aver toccato 'le secrezioni di un caso di covid' (un fazzoletto ad esempio). 

Restare faccia a faccia con il contagiato a distanza di due metri per almeno 15 minuti, oppure non indossare la mascherina davanti a qualcuno poi risultato positivo al covid.

Questi i casi principali, ma attenzione: in base alla valutazione che solo gli operatori sanitari possono fare, conoscendo anche l'eventuale variante del virus, alcune persone che non rientrano nella casistica elencata possono essere considerate comunque 'contatti a rischio'.

Contatto "a basso rischio"

I contatti a 'basso rischio' sono ad esempio quelle persone che hanno avuto un contatto diretto con una persona contagiata a una distanza inferiore di due metri per meno di 15 minuti, oppure si sono trovati in un ambiente chiuso (mezzo di trasporto, locale pubblico) con una persona risultata positiva per meno di 15 minuti.

Quarantena: cosa cambia se una persona ha fatto o no il vaccino

La quarantena si verifica quando una persona sana, riconosciuta come contatto stretto di un positivo al covid, restringe i propri movimenti e contatti con la comunità non uscendo dalla propria abitazione. L'intento è quello di controllare i propri parametri per scongiurare l'insorgenza del virus ed evitando così ulteriori contagi. Le regole da seguire? Si differenziano tra chi è vaccinato e non, e tra chi ha avuto un contatto stretto o a basso rischio.

  • Quarantena per vaccinato - Se chi ha avuto il contatto stretto si è sottoposto ad ciclo completo di vaccinazione da almeno 14 giorni dovrà restare in quarantena per 7 giorni dall'ultimo contatto con il positivo sottoponendosi ad un tampone. Se l'esito sarà negativo potrà uscire. Se non è possibile eseguire un tampone sarà necessario attendere 14 giorni per uscire, anche senza l'esito negativo di un test.
  • Quarantena per un non vaccinato - Se un soggetto non vaccinato, o che non ha completato il ciclo vaccinale, ha incontrato un positivo al covid deve rimanere in quarantena per almeno 10 giorni dall’ultima esposizione al virus. Per uscire dall'isolamento dovrà sottoporsi ad un test. Senza tampone la quarantena proseguirà fino al 14esimo giorno dall'ultimo contatto.

In poche parole la quarantena è obbligatoria e la durata (7 o 10 giorni) si stabilisce in base al ciclo vaccinale a cui si è eventualmente sottoposta la persona entrata in contatto con il positivo. Terminata la quarantena se la persona non ha sintomi ed è negativa al test può tornare alla sua vita quotidiana.

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