Attività sportiva all'aperto ai tempi del coronavirus: si può fare oppure no?

L'attività sportiva o motoria all’aperto come già previsto dal Decreto del 9 marzo 2020 è consentita. Ma con alcune restrizioni

In questi giorni di divieti e limitazioni, sono davvero tante le persone che si chiedono se - e in che misura - è consentito uscire per praticare attività sportiva. Cerchiamo di fare chiarezza con le informazioni del Ministero della Salute.

Cosa dice il decreto #iorestoacasa 

Il Governo ribadisce che si deve evitare di uscire di casa. Si può uscire per andare al lavoro o per ragioni di salute o per altre necessità, quali, per esempio, l’acquisto di beni necessari. Si deve comunque essere in grado di provarlo, anche mediante autodichiarazione.

I divieti e le raccomandazioni valgono ovviamente, come ribadito, anche per gli spostamenti all’interno del proprio comune.

È tuttavia consentita l'attività motoria all'aperto

L'attività sportiva o motoria all’aperto come già previsto dal Decreto del 9 marzo 2020 è tuttavia consentita.
È consentito svolgere attività sportiva o motoria all’aperto anche in bicicletta, purché sia osservata una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

A Genova, il Procuratore della Repubblica di Genova Francesco Cozzi, ha però sottolineato nei giorni scorsi che è consentito uscire in questi casi, sì, ma all'interno della propria zona di residenza (quartiere-circoscrizione): dunque niente gite o "scampagnate" per fare sport. L'attività motoria può essere fatta nel proprio quartiere senza allontanarsi troppo da casa.

L'uso della bicicletta: quando è consentito

In particolare, riguardo l'uso della bicicletta è consentito sia usarla come mezzo di trasporto negli spostamenti ammessi per raggiungere la sede di lavoro, il luogo di residenza, nonché per raggiungere i negozi di prima necessità, sia per praticare attività sportiva all'aperto.

Le condizioni a cui attenersi, come per tutti gli spostamenti consentiti, sono: 

  • non spostarsi in gruppo
  • mantenere la distanza di sicurezza minima di 1 metro fra le persone.

Quando l'autodichiarazione NON è necessaria

L'attività motoria all'aperto è espressamente prevista dai decreti come consentita, quindi non è necessaria alcuna autodichiarazione. In caso di controlli, le autorità di pubblica sicurezza possono comunque richiedere di dichiarare il perché dello spostamento. In quel caso, si è tenuti a effettuare la dichiarazione. In caso di dichiarazione falsa o mendace si può incorrere nelle sanzioni previste.

Dove non arriva il decreto, può arrivare il buonsenso

Questo è quello che consente o vieta il decreto. In caso di indecisione, ovviamente, anche il buonsenso deve giocare la sua parte: ricordiamoci sempre che il sistema sanitario è in un momento molto complesso, e non è saggio intasarlo ulteriormente in questo periodo, facendosi male mentre si va a correre o in bicicletta, ad esempio. È inoltre utile ricordare che non bisogna spostarsi in gruppo e occorre mantenere sempre la distanza di sicurezza per non essere contagiati: andare a correre, a camminare, o a pedalare in massa, dunque, va contro le regole del decreto e anche del buonsenso.

Su Facebook Davide Cassani, commisario tecnico della nazionale italiana maschile di élite di ciclismo su strada, ha scritto: «Sto parlando a quelli come me. A tutti gli amatori, ai cicloturisti. Non facciamo cavolate. [...] punterei a qualche km in meno e qualche anno in più di vita. Lo so, è un sarificio ma lo dobbiamo a noi e a tutte le persone che ci sono vicine, e tempo per andare in bici ne avremo tanto, ma ora stiamo a casa».

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