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Delitto Scagni, l'audio dei genitori alla polizia. Il padre: "E se mi taglia la gola?"

Dodici minuti drammatici in cui Graziano Scagni chiede aiuto alla polizia dopo un'escalation di minacce ricevute dal figlio Alberto, il 42enne che la stessa sera, il primo maggio dell'anno scorso, ucciderà la sorella Alice in via Fabrizi, a Quinto.

Il padre spiega che il figlio ha minacciato di tagliargli la gola e chiede che gli mandino una pattuglia ma l'agente risponde "Senza denuncia non possiamo arrestare nessuno, non funziona così". Graziano Scagni racconta anche che il giorno primo Alberto aveva dato fuoco alla porta di casa della nonna e che la moglie aveva già verbalizzato l'episodio alla polizia. 

L'agente, dopo aver parlato con il capoturno torna alla cornetta e ribadisce la necessità di denunciare e poi dice "se suo figlio torna non apra la porta e ci ricontatti e noi mandiamo la macchina". Allora Graziano Scagni chiede "e se io esco e questa persona mi taglia la gola per strada?". Il poliziotto dice "Guardi, non sappiamo il futuro noi... Non è che noi non vogliamo...Le vogliamo dare tutto l’aiuto possibile". 

L'operatore spiega che se il figlio non è lì non possono intervenire. Il signor Scagni dice allora delle minacce anche alla figlia e al genero. "Perché non fate un intervento a casa di mia figlia?" e l'operatore: "Lei ha mai fatto denuncia? Come mai?". E il genitore dice "non l'ho mai fatta perché la situazione è peggiorata da poco tempo. Ma come faccio a denunciare? Lui mi ha tagliato le gomme, ha minacciato di tagliarmi la gola".

L'esito drammatico è ormai noto. Da quasi un anno i genitori denunciano "medici e forze dell'ordine che hanno fatto spallucce a circostanziate e motivate richieste di protezione" e la procura, che ha chiuso le indagini per l'omicidio, ha aperto un fascicolo parallelo per omissioni di soccorso dopo la denuncia presentata da Graziano Scagni e Antonella Zarri tramite il legale Fabio Anselmo.

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