rotate-mobile
Mercoledì, 19 Giugno 2024
Evitato lo sgombero / Sampierdarena / Via Sampierdarena

Lo Zapata si sposta alla Fortezza, il centro sociale: "Ecco perché abbiamo trattato con il Comune"

Trasferimento presso i fondi di Villa Grimaldi La Fortezza al termine di un lungo dialogo con il Comune, che ha evitato lo sgombero

Trasferimento presso i fondi di Villa Grimaldi La Fortezza per il centro sociale Zapata, una soluzione arrivata al termine di un lungo dialogo con il Comune. Era necessario trovare un'alternativa agli ex magazzini del sale, stati inseriti tra gli immobili da riqualificare con i fondi del Pnrr. Non sono mancate le critiche del Partito Democratico e della Lista Rossoverde del Centro Ovest per quella che viene definita "Un'altra decisione calata dall'alto da parte della giunta Bucci su Sampierdarena, senza alcuna condivisione con l’istituzione municipale". Il Municipio si era attivato avanzando due ipotesi: l'ex bocciodromo di San Benigno e un capannone in via Sampierdarena, con una mozione della maggioranza approvata in consiglio. A distanza di qualche giorno anche lo stesso Centro Sociale è intervenuto per fornire la propria versione dei fatti. 

"Quando le prospettive di sgombero si sono concretizzate - scrive il centro sociale in una nota sui social - il collettivo si è trovato di fronte a un bivio. Proseguire coerentemente la sua storia affrontando lo sgombero o provare una mediazione, per quanto lontana dalle nostre pratiche e complessa da immaginare. Siamo partiti dall'idea che perdere un ennesimo spazio libero in questa città fosse un'opzione inaccettabile, così come non avremmo potuto resistere a lungo in questo spazio, anche alla luce di tante altre esperienze cittadine ingiustamente soffocate".

"Alla luce della sempre più desolante desertificazione di spazi sociali popolari in città - prosegue lo Zapata - abbiamo voluto tentare il salto nel buio: provare ad aprire un dialogo con chi ci stava attaccando, contro ogni logica emotiva e di immaginario. Ci siamo incontrati con realtà sia nuove che storicamente a noi vicine per cogliere tutti gli spunti di riflessione che trovavamo. Alle compagne e ai compagni degli spazi sociali, le associazioni, i soggetti politici e sociali saremo sempre riconoscenti per il sostegno. Ci siamo costituiti in associazione di volontariato e abbiamo ottenuto l'assegnazione per due anni, rinnovabili a quattro, di un piano di palazzo della Fortezza, rimanendo radicati nel nostro quartiere, a canone ribassato e in attesa dell'individuazione di uno spazio più consono alla totalità delle nostre attività. Abbiamo fatto il meglio che potevamo fare, ottenendo non certo quello che volevamo, ma quello che era possibile ottenere. Cercando di trasformare necessità e difficoltà in stimoli positivi".

E poi la conclusione rivolgendosi ad attivisti e persone che frequentano il centro sociale: "Il riconoscimento della nostra storia  è passato prima da voi che l'avete costruita insieme a noi e poi all'amministrazione con un percorso difficile quanto doveroso per non lasciar scomparire nel nulla una parte della storia di questa città. Ora il futuro è tutto da scrivere - scrive ancora lo Zapata - dobbiamo organizzare il trasloco e allestire i nuovi spazi, per poi riprendere da dove abbiamo sospeso, non vediamo l'ora di cominciare. Vogliamo ancora contribuire allo sviluppo dal basso, alla crescita del quartiere e della città dove viviamo. Abbiamo concordato con l'amministrazione di concludere la trattativa con l'assegnazione di uno spazio più grande in cui finalmente riprendere i concerti e le grandi occasioni di incontro che devono continuare a far parte dell'offerta sociale di questa città. Questa esperienza ci ispira a continuare a sostenere chi rivendica spazi per tutti, liberi dal commercio e dallo sfruttamento".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Lo Zapata si sposta alla Fortezza, il centro sociale: "Ecco perché abbiamo trattato con il Comune"

GenovaToday è in caricamento