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Waterfront di Levante, vendute tutte le aree della Fiera: al via la demolizione del Padiglione C

Il progetto è stato aggiornato con nuove linee guida fornite dall'architetto Renzo Piano, che si è concentrato su sostenibilità ambientale e rispetto del contesto paesaggistico. Approvate con delibera di giunta, ufficializzano il rogito finale

Dopo nove ore di riunione, il Comune di Genova ha chiuso i contratti e la convenzione urbanistica con la società Cds Brescia, incaricata di realizzare il Waterfront di Levante, il progetto donato dall’archistar Renzo Piano.

L’operazione vale qualcosa come 350 milioni di euro, e ridisegnerà completamente il fronte mare del capoluogo ligure: proprio venerdì è iniziata la demolizione del padiglione C dell’ex Fiera di Genova, cui seguiranno tutte le operazioni necessarie a portare avanti il progetto.

Il contratto siglato con CDS Holding include le linee guida relative alle prestazioni energetiche degli edifici, che dovranno essere a zero emissioni con pannelli fotovoltaici sui tetti, alle vetrate, che dovranno creare un effetto di “sospensione” e leggerezza, agli alberi del nuovo parco urbano, che saranno ad alto fusto e di specie autoctone della macchia mediterranea tra lecci, pini marittimi, palme e platani.

La giunta comunale ha già approvato con una delibera le nuove linee progettuali indicate dall’architetto Renzo Piano, che aveva già suggerito alcune indicazioni per aggiornare le linee guida per il Waterfront, approvate un anno fa dalla giunta. Il progetto ha ricevuto anche l’ok della Soprintendenza, e con la delibera approvata dalla giunta, il Comune di Genova si impegna a osservare, sia nei progetti a mano pubblica sia in quelli portati avanti dai privati, le nuove linee condivise anche a livello paesaggistico.

Con la firma del rogito finale per la vendita a Cds delle parti rimanenti dell’ex zona fieristica, entrano in possesso della società anche la sede dell’ex Nira e i padiglioni C, il D, che ospitava Ingegneria, e M, ex centrale termica, con conseguente definizione delle destinazioni d’uso.

Il padiglione C, il più grosso dei padiglioni della Fiera, sarà definitivamente demolito nel mese di maggio e al suo posto troveranno spazio in parte il canale, in parte lo sviluppo immobiliare dell’operatore e in parte il parco.

Waterfront di Levante, le modifiche di Renzo Piano

In sede di “aggiornamento”, l’architetto Piano ha fornito una serie di indicazioni dettagliate e puntuali per migliorare gli aspetti tecnici, funzionali e architettonici del Watefront, concentrandosi su misure per il rispetto ambientale e del contesto paesaggistico.

Il parco urbano del Waterfront, per esempio, si estenderà su una superficie più ampia, di circa 16mila metri quadri e “dovrà essere connesso con corso Aurelio Saffi” tramite un ascensore panoramico “con adeguati approdi sopra e sotto le mura storiche”. Inoltre, tutti i fabbricati dovranno essere sollevati da terra e appoggiati su pilastri sottili per non interrompere la visuale e far godere della vista verso il mare. Ancora, le banchine lungo la darsena dovranno avere un “generoso camminamento pedonale, in parte scoperto e in parte coperto”: una sorta di porticato affacciato sul mare.

L’architetto ha dato indicazioni precise anche sull’arredo urbano, il quale “benché realizzabile in fasi e da soggetti diversi, dovrà presentare le stesse caratteristiche tipologiche e gli stessi elementi in ogni lotto”. Come al Porto Antico, ad esempio, la pavimentazione e i bordi delle banchine “saranno realizzati in pietra naturale”. Piano auspica anche la rinaturalizzazione di piazzale Kennedy, con la nascita di una spiaggia urbana, che “ricreerebbe il corretto rapporto tra città e mare in corrispondenza della foce del Bisagno”. Per ridurre l’impatto visivo degli edifici sono state definite altezze massime.

Il futuro del Waterfront di Levante

Da Piano arrivano anche raccomandazioni “per lo scenario futuro”. Sarà importante che il Comune e l’Autorità Portuale - si legge nel documento - completino, per esempio, la prosecuzione fino al Porto Antico della passeggiata ciclo-pedonale, del parco urbano e del canale navigabile dalla darsena fino a Calata Gadda; servono barriere acustiche sui quattro lati della sopraelevata e bisogna ultimare la facciata di Levante del Padiglione B. E ancora: lo smontaggio della tensostruttura a sud del Padiglone S e la realizzazione della nuova passeggiata e della Casa della Vela al di sopra della diga sottoflutti a sud della foce del Bisagno “per creare la vera cerniera tra la città e il Waterfront di Levante, in corrispondenza degli assi urbani Est-Ovest (tra corso Italia e il Porto Antico) e Nord-Sud (tra Brignole e il mare)”.

«Grazie al progetto che donato integrato con le nuove linee guida, il Waterfront sarà restituito ai genovesi e ai turisti e diventerà uno spazio vivo e un distretto tematico della nautica con la nuova darsena, il parco urbano, il nuovo palasport - ha detto l’assessore all’Urbanistica Simonetta Cenci - Quest’opera è destinata a fare tornare Genova la città che è il centro del Mediterraneo e si ricomincerà a parlare di Genova nel mondo. Grazie alle indicazioni dell’architetto Piano il risultato finale sarà coerente con il contesto architettonico, rispettoso dell’ambiente, funzionale ed esteticamente affascinate. Contiamo anche di rispettare i tempi previsti, con la riconversione dell’area entro il 2022».

«Sono stati mesi di duro e complesso lavoro giuridico amministrativo, proseguiti con sempre maggiore entusiasmo, nonostante la pandemia, nella convinzione di scrivere una pagina che resterà nella storia di Genova - ha aggiunto l’assessore ai Lavori Pubblici Pietro Picioccchi -. Un'operazione da 350 milioni di euro, tra le maggiori di rigenerazione urbana in Italia in questo momento, che restituirà un meraviglioso affaccio a mare, farà emergere la città a livello internazionale e porterà posti di lavoro ed un grande indotto sul territorio. Una sinergia pubblico privata moderna, efficace e molto innovativa».

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