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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Attualità Castelletto / Via Agostino Bertani

Villetta Di Negro, allarme degrado tra tartarughe morte e siringhe

Crescono le proteste per lo stato in cui versa il parco che si affaccia su Corvetto, uno dei gioielli del centro città con le sue cascate e le sue grotte

Con le sue spettacolari cascate, le grotte e i sentieri che si snodano tra alberi e laghetti potrebbe rappresentare uno dei fiori all’occhiello della città, ma il parco di Villetta Di Negro, sede del Museo d’Arte Orientale e oasi verde che si affaccia su piazza Corvetto, a oggi resta abbandonato a se stesso.

L’ennesima dimostrazione di degrado è arrivata mercoledì, quando una delle (ormai poche) tartarughe che popolano il laghetto è stata trovata morta sul sentiero, il carapace distrutto e la testa staccata: non è chiaro se sia opera di qualche vandalo o di un cane sfuggito al controllo del padrone ed entrato nel laghetto, ma la situazione di degrado che regna nel parco è da tempo sotto gli occhi di chi lo frequenta abitualmente.

«Io ci vado praticamente ogni giorno da 10 anni, lavorando qui vicino, ancora di più da quando ho il cane - conferma Lara, genovese che spesso sceglie Villetta Di Negro come meta per la pausa pranzo - Il parco è poco curato, pieno di cartacce e rifiuti e spesso mal frequentato. Lo stagno delle tartarughe inoltre non viene mai pulito e mi è capitato di trovarne in mezzo alla strada, segno che qualcuno si diverte e tirarle fuori dal laghetto e ad abbandonarle in giro».

E per le tartarughe il pericolo non è rappresentato solo da ragazzini immaturi, ma anche dalla malattia: due veterinarie che si sono prese a cuore le loro sorti hanno scoperto che gli esemplari presenti a Villetta Di Negro sono affetti da una malattia infettiva degenerativa che ne distrugge il carapace, che andrebbe curata in maniera specifica partendo proprio dall’ambiente in cui vivono, inadatto alla loro sopravvivenza. Un problema che aumenta di proporzioni tenendo conto del fatto che capita spesso che chi acquista una tartaruga decida poi d liberarsene abbandonandole in giardini e ville pubbliche, senza sapere che contribuisce alla propagazione di questa infezione.

I problemi di Villetta Di Negro, però, non si limitano alle tartarughe: numerosi genovesi hanno segnalato la totale assenza di manutenzione dell’area e il ritrovamento di siringhe usate, sottolineando che il parco spesso viene utilizzato non soltanto da chi fa uso di droga, ma anche da chi la vende, come dimostrano diversi arresti effettuati negli anni passati. 

L’appello di chi lo frequenta abitualmente è sempre lo stesso, ed è rivolto al Comune, che a inizio ‘800 acquistò l’area in precedenza del marchese Gian Carlo Di Negro apportando le modifiche che oggi lo rendono così speciale, e cioè le cascate, le grotte e la casa del giardiniere: provvedere alla manutenzione del parco e installare dove possibile, in modo da disincentivare comportamenti scorretti o illegali. In passato l’attuale giunta Bucci aveva manifestato l’intenzione di valorizzare Villetta Di Negro: il primo passo era stato istituire una fermata dei pullman turistici poco distante dall’Acquasola per includerla nell’itinerario percorso dai visitatori, poi organizzando visite guidate al Museo d’Arte Orientale e aperture straordinarie gratuite. Una formula potenzialmente vincente, a patto di prendersi cura del comprensorio nella sua interezza.

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