Villa Serra di Comago ai privati, è guerra tra Municipio e Comune

Il presidente del Municipio Valpolcevera Federico Romeo tuona: «Giù le mani da Villa Serra di Comago, siamo pronti a mobilitarci». L'assessore Piciocchi risponde a tono: «Progetto di rilancio, il resto è propaganda»

«Giù le mani da Villa Serra di Comago»: l’avvertimento arriva da Federico Romeo, giovane presidente del Municipio Valpolcevera, che prende posizione sulle indiscrezioni secondo cui il Comune avrebbe intenzione di cedere villa e parco storico, a oggi gestita da un consorzio formato da Comuni di Genova, Serra Riccò e Sant'olcese, ai privati.

Il campanello d’allarme è stata una lettera inviata ai Comuni di Sant’Olcese e Serra Riccò, firmata dagli assessori Pietro Piciocchi e Matteo Campora (Sviluppo economico e Parchi), nella quale si impone la liquidazione del Consorzio Villa Serra di Comago e l’affidamento di parco e villa ai privati. Un allarme rilanciato dai consiglieri di opposizione in Comune, in primis Pd e Lista Crivello, e anche da Romeo, che non ha esistato a dichiarare "guerra".

«Questa volontà di affidare un bene pubblico ai privati è una scelta che mi trova assolutamente contrario - ha detto il presidente del Municipio Valpolcevera, nella cui giurisdizione ricade Villa Serra -  Siamo pronti a dare battaglia, perché il complesso di Villa Serra è stato acquistato nel 1982 dai Comuni di Genova, Sant’Olcese e Serra Riccò e nel corso degli anni sono stati fatti investimenti importanti per diventare un vero fiore all’occhiello di tutta la Valpolcevera. Questa illva è patrimonio della nostra comunità e nessuno pensi di metterci le mani. Siamo pronti a mobilitarci».

L’attacco di Romeo non è sfuggito all’assessore Piciocchi, che ha risposto a mezzo social definendo quanto riportato «notizie distorte sul futuro di Villa Serra», e dicendosi pronto a «dire le cose come stanno. Oggi questa villa viene gestita da un consorzio tra 3 Comuni, che è una struttura disciplinata dal testo unico degli enti locali, applica le regole di bilancio dei Comuni, le complicate regole di assunzione, tutte le procedure amministrative. Il consorzio poi da in gestione operativa la villa a una cooperativa privata. Si tratta di una struttura amministrativa difficilmente giustificabile alla luce delle norme di legge, fatte peraltro da governi di centro sinistra, che impongono giustamente ai Comuni la razionalizzazione delle partecipazioni. Per la cronaca il Comune di Genova ogni anno investe quasi 300.000 euro nel Consorzio».

«Ricordo a tutti che alla Villa si accede a pagamento - sottolinea ancora Piciocchi - nonostante le importanti risorse profuse dai Comuni. Abbiamo proposto ai due sindaci di Serra Riccò e Sant'Olcese - che peraltro non ci sono parsi così contrari - di liquidare il Consorzio, giudicato una struttura sovrabbondante, francamente non più adeguata, immaginando una concessione ad un operatore economico specializzato in forte regia pubblica. Come è stato, ad esempio, per Villa Pallavicini a Pegli (operazione avviata peralto dalla precedente giunta che abbiamo dovuto aggiustare in corso d'opera per superare alcuni errori di impostazione iniziale). Il tutto - ci tengo a sottolinearlo - nell'ottica di valorizzare questo parco e le sue enormi potenzialità, garantendone una maggiore e più economica accessibilità al pubblico. Un progetto bello, di rilancio, che purtroppo finisce in una caciara ideologica. Si parla a sproposito di gestione pubblica e non ci si avvede che oggi abbiamo 3 Comuni proprietari, un consorzio di 3 Comuni che di fatto conferisce già in gestione il compendio a un privato».

Sulla questione è intervenuto pubblicamente uno dei protagonisti della vicenda, citato anche da Piciocchi, e cioè il Comune di Serra Riccò, socio fondatore del consorzio. Che ha spiegato che «la gestione del consorzio in questi anni è stata via via sempre più faticosa a causa della continua contrazione dei finanziamenti pubblici, ma nonostante ciò si è riusciti in modo virtuoso con efficienza ed efficacia a garantire la fruizione del sito ai cittadini. Possiamo affermare che la gestione di Villa Serra è la dimostrazione che con competenza e passione  anche il pubblico può funzionare e offrire buoni servizi ai cittadini. Se è pur vero che ad oggi il consorzio presenta gravi problemi amministrativi e di gestione, è altrettanto vero che su questo si possono attuale correttivi per migliorare la situazione. Dobbiamo però ricordare che il Comune di Genova maggiore azionista e maggiore contributore può a norma statutaria decidere autonomamente del futuro del Consorzio».

«Preoccupazione e rammarico», dunque, per la decisione di liquidare il consorzio, di cui però il Comune «prende atto, non possiamo impedirlo. Quello che chiediamo è che decenni di sacrifici, impegni economici e finanziari delle Pubbliche Amministrazioni non risultino vani ritornando  al passato, di un bene abbandonato  al degrado.  Su questo vigileremo e faremo la nostra parte perché ciò non avvenga».

Piciocchi, dal canto suo, ha annunciato presto un incontro pubblico - covid permettendo - per discutere della questione e del progetto di rilancio: «Non possiamo accettare mistificazioni - ha concluso - Non mi sottraggo al confronto»

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