Mercoledì, 22 Settembre 2021
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Vigili del fuoco pronti allo sciopero: «Rischiamo di rimanere senza mensa e senza ticket»

La situazione vede da un lato il ridimensionamento delle mense, con gravi ripercussioni anche sul personale in appalto, e dall’altro il ritardo nell’erogazione dei ticket. Luca Infantino (Fp Cgil): «Il rischio è che per almeno un mese i vigili del fuoco operanti tra Genova e Tigullio debbano coprire di tasca loro le pause pranzo e cena»

Alla vigilia del Primo Maggio che celebra la Festa dei Lavoratori, i vigili del fuoco denunciano una situazione pesantissima. «A breve rischiamo di rimanere senza mensa e senza ticket» dichiara Luca Infantino Coordinatore regionale Vigili del fuoco della Fp Cgil.

La situazione vede da un lato il ridimensionamento delle mense, con gravi ripercussioni anche sul personale in appalto, e dall’altro il ritardo nell’erogazione dei ticket: «Il rischio - aggiunge Infantino - è che per almeno un mese i vigili del fuoco operanti tra Genova e Tigullio debbano coprire di tasca loro le pause pranzo e cena. Una situazione che avrà gravi ripercussioni anche sulle lavoratrici degli appalti ristorazione che operano nelle diverse mense presso i distaccamenti. In occasione del Primo Maggio faremo una ricognizione nei principali distaccamenti per illustrare ai colleghi la situazione che se non si dovesse sbloccare a breve giustifica lo stato di agitazione di tutto il personale. L’appuntamento principale sarà alle ore 10,30 presso la sede centrale di San Benigno a Genova».

Anche l'Unione Sindacale di Base (Usb) attraverso un comunicato ha promesso battaglia: «L’Amministrazione continua a eliminare pezzi della nostra struttura, prima con l’esternalizzazione del servizio mensa e ora eliminando fisicamente il pasto caldo. Un diritto quello della mensa che non può essere compreso, probabilmente, dalla nostra dirigenza pagata per eliminare quello che la logica imporrebbe. Come sarà possibile per i Vigili del Fuoco che al rientro da un lungo intervento (magari anche più di otto ore consecutive) si debbano rifocillare con un precotto o un panino acquistato dal rosticciere scaldato nel microonde? Una trasformazione che riduce le mense presenti in ogni sede al di sotto delle 15 unità a un obbligo di scelta tra ticket e pasto veicolato, provocando conseguenze importanti sull’aspetto igienico sanitario, causando soprattutto un inevitabile licenziamento degli addetti mensa presenti nelle sedi di servizio».

 «Non staremo a guardare - conclude l'Usb - un continuo e lento smantellamento del Corpo Nazionale e non abbiamo intenzione di essere complici di questi licenziamenti. Scenderemo in piazza e chiederemo a tutta la cittadinanza ligure e a tutte le Organizzazioni Sindacali VVF di schierarsi al fianco di quei lavoratori che da domani non avranno più uno stipendio».

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