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Università, prima laurea magistrale al Polo Penitenziario

Lo studente è Roland Barkaj, cittadino albanese di 36 anni. La tesi è intitolata “La rivoluzione digitale nell’amministrazione pubblica e nel sistema penitenziario”

È Roland Barkaj, cittadino albanese di 36 anni, il primo detenuto a ottenere una laurea magistrale dopo essersi iscritto al Polo Universitario Penitenziario dell’Università di Genova.

La tesi di laurea magistrale è intitolata “La rivoluzione digitale nell’amministrazione pubblica e nel sistema penitenziario” e il relatore è il professore Andrea Pirni, docente di Sociologia dello sviluppo per il corso di laurea ora attivo come "Relazioni internazionali”.

Barkaj ha discusso la tesi giovedì mattina, e dopo la prima laurea (triennale) in Storia, nel 2019, questa è la seconda laurea di uno studente detenuto iscritto ai corsi del Polo Penitenziario di UniGe. Dal 2016, anno di avvio delle attività del Polo, il numero di studenti è considerevolmente aumentato.

Attualmente sono 27 i detenuti iscritti ai Corsi di Laurea della Scuola di scienze sociali e della Scuola di scienze umanistiche come Storia, Filosofia, Scienze internazionali e diplomatiche, Relazioni internazionali, Amministrazione e politiche pubbliche, Informazione ed editoria, Giurisprudenza, Scienze della comunicazione.

Al momento sul territorio nazionale sono 37 i Poli Universitari Penitenziar, quello di UniGe coinvolge 2 istituti penitenziari, Marassi e Pontedecimo, ma è in fase di valutazione la possibilità di ampliare il numero di istituti previsti dalla convenzione con il Provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria per il Piemonte, la Liguria e la Valle d'Aosta (sottoscritta il 6 aprile 2016) aggiungendo Sanremo e La Spezia.

La tesi per la laurea magistrale di Barkaj è incentrata sui problemi, gli sviluppi e le sfide che l’innovazione tecnologica pone al sistema della Pubblica Amministrazione e, in particolare, ai riflessi che la rivoluzione digitale ha sul complesso e in gran parte obsoleto sistema delle comunicazioni tra realtà carceraria e mondo esterno. Unige fa sapere che «nasce dall’esperienza personale, e si interroga, con ampie disamine, sul rapporto intercorrente tra esigenze comunicative, strumenti applicativi, principio rieducativo della pena, esigenze di sicurezza e caratura afflittiva della stessa. Rilevante spazio trovano anche le interessanti comparazioni tra la realtà penitenziaria italiana e quella di altri paesi dell’Europa e del mondo».

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