Lunedì, 27 Settembre 2021
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La porta anti-piccioni di Tursi arriva in Consiglio comunale: «Nasconde la magnificenza del palazzo»

Il consigliere Ubaldo Santi ha presentato un'interrogazione in aula. «Soluzione reversibile», la risposta di Garassino

Ora chi passa può solo specchiarsi nei vetri senza scorgere la magnificenza degli interni. È stata, infatti, recentemente installata all'ingresso di Palazzo Tursi, in via Garibaldi, una porta a vetri (tecnicamente definita bussola) in aggiunta al portone di ferro.

Sulle prime i cittadini hanno pensato a motivi di ordine di sicurezza pubblica ma la spiegazione corretta è poi arrivata grazie a un'interrogazione del consigliere comunale socialista Ubaldo Santi durante il consiglio comunale di martedì 15 giugno: «Per quattro secoli e mezzo il portone spalancato di Palazzo Tursi ha mostrato, a chiunque passasse per la strada, cittadino o forestiero, la magnificenza dell’interno. Ora, tale percezione risulta quanto mai mortificata dall’incongrua bussola recentemente istallata
che, con l’intelaiatura metallica e i riflessi sui vetri, risulta essere una barriera». Il consigliere ha poi domandato chi avesse deciso di realizzarla, a chi fosse stato affidato il progetto e a quale prezzo. 

 «L'intervento è stato deciso perché ci si è accorti che, nonostante le reti di protezione sistemate in alto, dalla porta continuavano ad entrare molti piccioni che, con i loro escrementi, oltre a creare problemi igienici, danneggiavano i marmi del palazzo», ha spiegato l'assessore al patrimonio Stefano Garassino. «Si tratta di un intervento reversibile, approvato dalla Soprintendenza e costato complessivamente poco meno di 50 mila euro».

Santi ha chiesto diritto di replica comunicando che: «Farò un censimento dei piccioni che entrano dalla porta e di quelli che entrano dall'alto».

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