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30 anni fa il Porto Antico si riunisce alla città

Il 15 maggio 1992 si apre l'Expo per i 500 anni della scoperta dell'America da parte di Cristoforo Colombo e viene aperto anche l'Acquario di Genova e in piazza De Ferrari inaugura anche Palazzo Ducale

Nel giorno dell' inaugurazione dell'Expo, Genova ricorda con le Frecce Tricolori "l'asso dell'aviazione fascista" - come titoló un anno fa il Secolo d’Italia - e fondatore della Moto Guzzi, Giorgio Parodi. 

Trent'anni fa si aprivano i cancelli del Porto Antico, era il 15 maggio del 1992 e per i 500 anni dalla scoperta dell' America inaugurava l'esposizione internazionale. Una data che resta negli annali anche per l'apertura dell'Acquario di Genova e, in cima a via San Lorenzo di Palazzo Ducale, ma per le celebrazioni bisognerà aspettare ottobre quano le scie delle Frecce si saranno dissolte. 

Secondo Francesco Gastaldi, genovese, docente universitario in Urbanistica all'Università Iuav di Venezia "Il 15 maggio 1992, esattamente 30  anni fa, con l’inaugurazione dell’Esposizione Internazionale 'Cristoforo Colombo: la nave e il mare' si avvia una stagione importante e forse irripetibile per Genova".

"Con l’apertura alla città dei moli storici e dell’Acquario si avvia un percorso di interventi di recupero a funzioni urbane che durerà per almeno un quindicennio coinvolgendo aree a forte valenza rappresentativa e simbolica, luoghi ed edifici caratterizzanti l’immagine veicolata all’esterno, riferimenti identitari della memoria storica e iconografica".

Con il 1992 trovano concreta realizzazione una serie di progeti maturati dalla metà degli anni Ottanta quando la Regione, il Comune e il Cap siglano il “Protocollo di intesa” che sancisce in ricongiungimento dell'area del Porto Antico alla città per dare spazio al turismo e alle imbarcazioni da diporto e per il tempo libero l'Acquario diventa il motore del waterfront. Inizia ache l'era Renzo Piano.

"Le azioni politiche ed interventi che si sono succedute dal 1992 in poi (comprese le realizzazioni per gli altri due grandi eventi: il vertice G8 del 2001 e per Genova2004 Capitale Europea della cultura) hanno contribuito a mettere in luce e a 'svelare' risorse nascoste e spesso ignote agli stessi genovesi, come il patrimonio storico-culturale e l'ambiente portuale - continua Gastaldi - e far capire come queste potessero diventare occasioni di nuovo sviluppo economico".

Prima dell'Expo Genova era una città turistica? "No, lo è diventata a poco a poco grazie alle azioni che sono state intraprese sotto la regia pubblica che hanno innescato processi di riqualificazione e di miglioramento della qualità urbana e di nuova offerta territoriale per i visitatori", spiega il professore di urbanistica. 

"Il binomio Waterfront-Centro storico per un quindicennio, dal 1992 al 2007, ha innervato le principali scelte strategiche, non solo in termini urbanistici, ma anche di ridefinizione complessiva dell’immagine della città, partendo dal presupposto di intervenire nella parte del tessuto urbano più ricca di potenzialità, solo in parte sfruttate".

Waterfront e centro storico appaiono per la prima volta come un giacimento di risorse per definire nuovi processi di crescita in epoca post industriale. "Il recupero del fronte mare e le operazioni di manutenzione nel centro storico, hanno portato gli abitanti verso un cambiamento di atteggiamento nella percezione della propria città con crescita del senso di appartenenza e di rafforzamento degli elementi identitari attraverso la ritrovata fruibilità delle funzioni collettive e di rappresentanza". E finalmente Genova vista da fuori non appare più solamente come una cittò legata all’industria ma anche al turismo.

Il nuovo "vestito" del Porto Antico che piace a tutti

La riqualificazione ideata dai progettisti punta a raggiungere il massimo di identificabilità nell’opinione pubblica e di preservare il fascino dell’ambito portuale, dei “luoghi del lavoro” e la sua collocazione paesistica. "Elementi caratterizzanti sono gli edifici esistenti, ristrutturati senza alterarne il carattere ambientale, le strutture nautiche, l’acqua del mare, intesa anche come presenza naturale", continua l'urbanista Francesco Gastaldi. 

Dalle banchine davanti a palazzo San Giorgio, l'area espositiva si estende per circa cinque ettari, dal Molo Vecchio al Ponte Spinola, ed è delimitata dagli edifici del Deposito Franco e dall'area intorno a Porta Siberia. Comprende una volumetria di 416mila metri cubi, con spazi espositivi nei Magazzini del cotone, parcheggi, spazi commerciali, un centro congressi, l’acquario e la “piazza delle feste”, dominata dal “grande bigo” che diventerà il  simbolo dell'Expo.

La principale attrattiva turistica della manifestazione, si diceva, è rappresentata dall’Acquario che ben presto arriverà a superare un milione e mezzo di visitatori all’anno, registrati attualmente. Nei primi anni Novanta al Porto Antico arriva anceh la facoltà di Economia e Commercio, prende avvio la realizzazione del porto turistico (area ponte Spinola-ponte Calvi) e il nuovo Terminal Traghetti prosegue il proprio iter progettuale.

Non fila tutto secondo i progetti: la trasformazione dei quartieri Caffa, Tabarca e Metellino della Darsena in biblioteca universitaria, le residenze universitarie nell’edificio di calata Darsena (successivamente Istituto Nautico), un centro polivalente e ricreativo nel quartiere Galata (poi Museo del Mare e della Navigazione) e la sede dell’Istituto Nautico al quartiere Cembalo (trasformato poi in residenze).

Cosa accade una volta chiusa la manifestazione? "Si avvia una fase di incertezza per l’area dell’Expo ovvero fra i diversi soggetti che avevano costituito l’ente gestore, cioè l’Ente Colombo ’92, che viene risolta grazie all’emanazione di una legge speciale per la sdemanializzazione delle aree e attraverso la creazione di un soggetto operativo ad hoc - spiega Gastaldi - la società Porto Antico Spa, partecipata dal Comune, dall’Autorità Portuale e dalla Camera di Commercio, a cui viene affidato l’incarico di individuare le nuove destinazioni d’uso dell’area (funzioni non concorrenziali, ma sinergiche con quelle della zona contigua del Centro storico). La società diviene operativa a partire dal 1995 (anche tramite i fondi Obiettivo 2) e riesce in breve tempo a collocare tutti gli spazi disponibili". Nascono così: la Città dei bambini con animazioni e divertimenti, una biblioteca per ragazzi, il Museo dell’Antartide, una multisala cinematografica, un centro congressi, una piscina e gallerie commerciali.

Il compleanno di Palazzo Ducale con Monet

Un passato di annate covid hanno rafforzato Palazzo Ducale: Monet è proiettato verso le 100mila presenze e visitatori totali oltre 215mila. "Il lockdown invece che che essere disastroso ha portato a palazzo premi - spiega la direttrice Serena Bertolucci - ricordiamo quello come migliore iniziativa culturale del periodo covid per la mostra "5 minuti con Monet" e sono arrivate anche tante soddisfazioni, attività online con visualizzazioni in continua crescita, così come l’impegno sociale al di fuori delle mura del palazzo. La ripresa della storia in piazza con 15mila presenze e un programma di eventi culturali gratuiti e mostre".

Mostre, rassegne e una vocazione a hub culturale sempre più orientato ai giovani: “Un compleanno importante da vivere non come autocelebrazione ma come impegno per fare sempre di meglio e sempre di più per la città - conclude Bertolucci - nell’ottica di una proposta culturale sempre più accessibile e inclusiva, ma anche interessante, in rete con le istituzioni locali e nazionali, moderna e di qualità”.

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