Distanziamento su treni e bus, Toti: «In Liguria resta il pieno carico»

Il presidente della Regione conferma quando già detto nei giorni scorsi: se la responsabilità nella decisione è delle Regioni, nella nostra i treni viaggiano alla capienza normale

«Manteniamo le regole che abbiamo dato in Liguria, che sono coerenti con il nostro quadro epidemiologico».

Ad affermarlo è il governatore ligure, Giovanni Toti, commentando la decisione da parte del governo di mantenere le regole di distanziamento su treni e bus, diminuendo la capacità per tenere un posto libero di fianco a ogni passeggero e prevenire così i contagi da coronavirus. Una questione di cui nei giorni scorsi si è dibattuto parecchio, e con polemica, anche alla luce del fatto che parecchie persone si sono viste annullare il biglietto già acquistato (e dunque il viaggio) dopo che aziende come Italo e Trenitalia hanno cancellato treni per rispettare il distanziamento.

La responsabilità nell’applicare la misura resta però delle Regioni, e il presidente della Regione Liguria è stato chiaro sin da subito: l’ordinanza con cui aveva “sbloccato” i trasporti, consentendo di viaggiare vicini e a pieno carico sui treni, resta in vigore.

«Chi dice che bisogna aumentare le distanze sui mezzi pubblici, anche se nella nostra Regione i contagi sono al minimo e continuano a calare i ricoverati, deve anche stanziare le risorse per aumentare i mezzi pubblici e i treni - ha sottolineato Toti - Basta parole a vanvera, basta cavalcare paure. Facciamo ripartire l'Italia, con prudenza ma senza terrorismo», ha detto Toti, che della questione ha parlato anche durante la trasmissione Omnibus, su La7.

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Il governatore ligure ha ricordato la necessità di spostarsi in treno per i liguri, vista la situazione autostrade, puntando ancora una volta il dito contro la decisione del governo: «Non siamo mica scemi nelle regioni, non siamo né scriteriati né idioti - ha detto - ma se a Genova si devono spostare 300.000 persone al giorno sui mezzi pubblici, io devo dare 300.000 posti. Non si può dire che su treni e bus ci deve salire un terzo delle persone e non dire come gli enti locali possono implementare il servizio pubblico. Dove si prendono i due autobus e i due treni su tre che mancano?».

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