Mercoledì, 23 Giugno 2021
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Distanziamento su treni e bus, Toti: «In Liguria resta il pieno carico»

Il presidente della Regione conferma quando già detto nei giorni scorsi: se la responsabilità nella decisione è delle Regioni, nella nostra i treni viaggiano alla capienza normale

«Manteniamo le regole che abbiamo dato in Liguria, che sono coerenti con il nostro quadro epidemiologico».

Ad affermarlo è il governatore ligure, Giovanni Toti, commentando la decisione da parte del governo di mantenere le regole di distanziamento su treni e bus, diminuendo la capacità per tenere un posto libero di fianco a ogni passeggero e prevenire così i contagi da coronavirus. Una questione di cui nei giorni scorsi si è dibattuto parecchio, e con polemica, anche alla luce del fatto che parecchie persone si sono viste annullare il biglietto già acquistato (e dunque il viaggio) dopo che aziende come Italo e Trenitalia hanno cancellato treni per rispettare il distanziamento.

La responsabilità nell’applicare la misura resta però delle Regioni, e il presidente della Regione Liguria è stato chiaro sin da subito: l’ordinanza con cui aveva “sbloccato” i trasporti, consentendo di viaggiare vicini e a pieno carico sui treni, resta in vigore.

«Chi dice che bisogna aumentare le distanze sui mezzi pubblici, anche se nella nostra Regione i contagi sono al minimo e continuano a calare i ricoverati, deve anche stanziare le risorse per aumentare i mezzi pubblici e i treni - ha sottolineato Toti - Basta parole a vanvera, basta cavalcare paure. Facciamo ripartire l'Italia, con prudenza ma senza terrorismo», ha detto Toti, che della questione ha parlato anche durante la trasmissione Omnibus, su La7.

Il governatore ligure ha ricordato la necessità di spostarsi in treno per i liguri, vista la situazione autostrade, puntando ancora una volta il dito contro la decisione del governo: «Non siamo mica scemi nelle regioni, non siamo né scriteriati né idioti - ha detto - ma se a Genova si devono spostare 300.000 persone al giorno sui mezzi pubblici, io devo dare 300.000 posti. Non si può dire che su treni e bus ci deve salire un terzo delle persone e non dire come gli enti locali possono implementare il servizio pubblico. Dove si prendono i due autobus e i due treni su tre che mancano?».

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