I tecnici della prevenzione: «L'abusivismo anche in questo settore è galoppante»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Il ruolo del Tecnico della Prevenzione, seppur “in sordina”, ha fornito, in questi momenti complicati, un importante ed essenziale contributo nel settore pubblico, con la vigilanza e il supporto durante le complicate indagini epidemiologiche. Oltre alle misure di prevenzione per limitare la diffusione del virus nel settore privato, supportando gli esercenti che hanno continuato ad operare durante il lockdown, garantendo lo svolgimento delle attività lavorative essenziali in sicurezza «Durante il lockdown abbiamo dovuto fornire risposte concrete a fronte di richieste da parte delle aziende e dei cittadini in un momento in cui nemmeno l’OMS era in grado di fare delle previsioni - afferma il presidente dell’Albo dei Tecnico della prevenzione, dell’Ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche della riabilitazione e della prevenzione (TSRM PSTRP), il dottor Federico Petrilli - Il ruolo del TdP, oltre ad individuare le corrette e specifiche modalità di applicazione delle linee guida all’interno dei luoghi di lavoro, ha continuato il suo “percorso d’origine”, contribuendo ad illustrare le più efficaci misure di prevenzione e promuovendo un complicato cambiamento culturale nelle abitudini quotidiane dei lavoratori, evidenziando l’importanza delle misure che devono essere assimilate».

«Questo ha una ricaduta non solo sulle attività commerciali, ma soprattutto nei confronti di tutti i cittadini. Un altro problema che hanno dovuto combattere i tecnici della prevenzione sono state le tante fake news, dissuadendo i propri clienti dall’intraprendere misure talvolta inutili e prive di fondamenti scientifici, che durante l’emergenza sembravano “chimere” rassicuranti. L’abusivismo anche in questo settore è galoppante, anche in questa complicata fase. Il deplorevole “mercato della carta” da parte di consulenti “non titolati” ha continuato il suo iter speculativo, ma la totale assenza di contenuti e la vendita dei “copia e incolla” delle normative al condizionale non sono sfuggiti ai Datori di Lavoro. Di sicuro le aziende hanno compreso l’importanza di avvalersi di Tecnici della Prevenzione. La loro formazione è di carattere sanitario, le cui competenze hanno fornito gli strumenti per una corretta comprensione ed interpretazione di quanto stava accadendo durante la fase 1 e la relativa capacità di fornire un coscienzioso e fondato supporto alle aziende» – fa sapere l’ordine dei TSRM e PSTRP di Genova, Imperia e Savona.

«Il tecnico della prevenzione che riveste un ruolo strategico per la valutazione dei rischi e la loro prevenzione, all’interno degli ambienti e dei luoghi di lavoro – afferma Antonio Cerchiaro, presidente dell’ordine dei TSRM e PSTRP di Genova, Imperia e Savona – L’Albo professionale di cui fanno parte tali professionisti garantisce che, i professionisti iscritti abbiano il titolo abilitante, il costante aggiornamento delle competenze e tutti i requisiti previsti dalla normativa per esercitare la professione».

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