Sabato, 18 Settembre 2021
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Assorbenti a prezzo calmierato nelle farmacie comunali, la proposta del Municipio contro la "Tampon Tax"

La Consulta delle Elette del Municipio Medio Ponente ha presentato una mozione approvata all'unanimità per abbassare l'Iva su tamponi e prodotti igienici femminili

Assorbenti e prodotti igienici femminili venduti a prezzi calmierati e con aliquota Iva abbattuta nelle farmacie comunali: la proposta è arrivata dalla Consulta delle Elette del Municipio Medio Ponente, che ha presentato una mozione in consiglio ottenendo l’approvazione all’unanimità.

La mozione ricalca provvedimenti simili adottati in diversi altri Comuni italiani, da quello di Rho a quello di Carpi passando per la pionieristica Pontassieve, e comprende anche la richiesta, rivolta a Comune e Regione, di abbattere l’Iva al 22% «su un prodotto che non può certo considerarsi di lusso - come spiega la consigliera del Medio Ponente Sara Tassara - e per agevolare la fruizione di un bene necessario anche alle fasce più deboli, per esempio fornendo le scuole di distributori gratuiti di tamponi e assorbenti».

«La proposta era già stata presentata in Regione da Linea Condivisa lo scorso 26 febbraio e sarà discussa verso al fine del mese - prosegue Tassara - sull’onda di questa proposta ho voluto portare la mozione anche in Municipio, e ho scelto di farlo attraverso la Consulta delle Elette, che racchiude le consigliere donne di maggioranza e opposizione. Tutte hanno appoggiato la mozione, e anche questa ritengo sia una bella conquista. L’ipotesi adesso è, tramite i consiglieri di Linea Condivisa e Gruppo Misto, di portare la stessa mozione anche negli altri Municipi».

Tampon Tax, cos’è?

La tampon tax è l’imposta sul valore aggiunto applicata su assorbenti, tamponi e coppette mestruali, considerati dal nostro sistema come beni di lusso e dunque tassati del 22% rispetto al prezzo originale.

In tutti i Paesi viene redatto un elenco di prodotti considerati di prima necessità che vengono tassati meno (e dunque offerti a prezzo più basso), e in Italia vi sono compresi beni di prima necessità come prodotti alimentari, libri, diversi farmaci. Non sono invece considerati di prima necessità sigarette, alcolici, caffè, computer e, appunto, gli assorbenti e i prodotti per l’igiene femminile.

In diversi Paesi la tampon tax non soltanto è stata ridotta ma in certi casi totalmente eliminata, mentre in altri sono state adottate iniziative finalizzate a offrire gratuitamente gli assorbenti soprattutto alle donne che appartengono a fasce di reddito molto basso, per cui gli assorbenti rappresentano beni di prima necessità estremamente costosi e difficili da acquistare. 

In Italia nel 2019 la Camera dei deputati ha approvato un emendamento al decreto fiscale che abbassa l’Iva dal 22 al 5 per cento, ma solo per gli assorbenti biodegradabili e compostabili (che sono usati in minima parte dalla popolazione femminile). L’ultima legge di bilancio ha invece confermato anche per il 2021 l’iva al 22% sugli assorbenti, ma nel frattempo sono moltissime le associazioni che si sono mosse per chiedere una revisione della Tampon Tax.

Il movimento Onde Rosse, per esempio, ha lanciato una petizione online (che richiamava anche un emendamento firmato da Laura Boldrini) in cui chiede di di abbassare l’aliquota al 5% per tutti gli assorbenti.

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