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"Cannabis light": la polemica in tv coinvolge uno dei maggiori produttori di canapa, con sede ad Arenzano

In una puntata di "L'aria che tira" su La7 per discutere dell'emendamento del governo che vieterebbe la cosiddetta "cannabis light" è intervenuta anche la titolare di un'azienda di Arenzano, tra i leader del settore della canapa industriale

È scontro sull'emendamento del governo che vieterebbe la cosiddetta "cannabis light", cioè quella che oggi in Italia non è vietata, mettendo così in difficoltà una filiera di circa tremila aziende sul territorio nazionale. Nei giorni scorsi, il candidato alle elezioni europee Alessandro Cecchi Paone (Stati Uniti d'Europa) ne ha visitata una ad Arenzano tra le leader in Italia, la Say Farm, "primo gruppo specializzato nella produzione, trasformazione e distribuzione di canapa in tutto il territorio europeo" si legge sul sito.

L'azienda, insieme a Cecchi Paone, è comparsa nella puntata di "L'aria che tira" andata in onda su La7 lunedì 3 giugno. 

L'emendamento del governo vorrebbe vietare l'importazione, la cessione, la lavorazione, la distribuzione, il commercio, il trasporto, l'invio, la spedizione e la consegna delle infiorescenze della canapa coltivata, anche in forma semilavorata, essiccata o triturata, nonché di prodotti contenenti queste infiorescenze. Compresi estratti, resine e olii.

Sandra D'Alessio, titolare dell'azienda, ha fatto chiarezza: "Non produciamo cannabis light ma canapa industriale e questo negli anni ha creato confusione all'interno di questo mercato. Quello che produciamo è Cbd che non ha niente a che vedere con la cannabis vera e propria. Noi rimaniamo come normativa prevede con una concentrazione di Thc sotto lo 0,5%, valore sotto il quale la sostanza non ha efficacia drogante come delineato anche dalla Cassazione. Il Cbd non è una sostanza psicotropa, la si può assimilare alla camomilla". 

Lavinia Mennuni, senatrice di FdI in studio, ha replicato: "Non c'è disattenzione al lavoro in quanto tale, ma attenzione alla salute delle persone, delle problematiche relative al lavoro se ne occuperanno i ministeri competenti. Il Consiglio superiore della sanità a cui mi sentirei di affidarmi dice che non può essere esclusa la pericolosità della cosiddetta marijuana light".

Cecchi Paone ha risposto poi: "Sono per la legalizzazione della cannabis come in altri Paesi. Ma qui stiamo parlando di qualcosa di diverso. Ci sono laboratori dove valutano se in questo prodotto c'è il Thc che effettivamente ha un potere di cambiamento dello stato psicologico, oppure Cbd che è una sostanza rilassante in termini di fitoterapia. Ci sono alcolici e sigarette di cui il governo non si preoccupa".

L'imprenditrice ha ripreso la parola: "A oggi l'effetto drogante è stabilito a 0,5. Tutti i processi che fino a oggi ci sono stati si sono conclusi con un nulla di fatto. Bisogna parlare con i dati in mano".

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