Lotti numerati e un'app per verificare la disponibilità: così apriranno le spiagge libere

Il Comune di Genova sta perfezionando un sistema che suddividerà i litorali i settori da 10 metri quadrati assegnati a singoli o famiglie, che potranno vedere dove sono ancora disponibili attraverso la rete

La Liguria è ripartita ufficialmente lunedì mattina, ma le spiagge restano ancora off-limit. Quantomeno per la tintarella, perché a oggi l’ordinanza firmata dal sindaco Marco Bucci stabilisce che è possibile accedere ai litorali per fare il bagno e per camminare (rigorosamente con la mascherina), ma non per posare l’asciugamano e trascorrere la giornata sotto il sole. 

Per tornare al mare sarà infatti necessario aspettare almeno un’altra settimana, in modo da dare il tempo al Comune di allestire un sistema che consentirà di regolamentare gli accessi alle spiagge libere in modo da prevenire il contagio da coronavirus.

Lotti numerati da assegnare a chi accede alle spiagge

Il sistema che il Comune sta perfezionando, e che dovrebbe essere pronto per il 25 maggio, prevede una divisione delle spiagge in “lotti” numerati che verranno assegnati a chi vorrà accedere al litorale, con il supporto di un sistema informatico - app o sito - che consentirà di verificare quali spiagge sono ancora disponibili.

 «L’obiettivo è non fare pagare nulla a nessuno - conferma il consigliere delegato alla Protezione Civile, Sergio Gambino -  chi accede alla spiaggia libera non dovrà ovviamente pagare, non si può pensare di pagare per andare in spiaggia, ma sarà necessario che le persone rispettino le prescrizioni. A oggi le norme prevedono una distanza di un metro e mezzo almeno tra asciugamani e lettini, e di 3 metri tra ombrelloni. Ovviamente l’affluenza alle spiagge sarà maggiore rispetto alla reale capienza, e quindi abbiamo deciso di suddividere le spiagge libere più grandi e importanti in settori da 10 metri quadrati, contrassegnandole con un numero. Stiamo pensando se usare paletti o bandierine, ma ogni lotto sarà identificato con un numero e a ogni singolo o nucleo familiare che accede verrà consegnato il numero corrispondente: quello sarà lo spazio che potranno utilizzare».

Un'app o un sito per verificare la disponibilità

Nella pratica, a seconda dall’ampiezza della spiaggia saranno a disposizione determinati stalli che potranno essere occupati per tutto il tempo desiderato. Ma non ci sarà allora il rischio del “chi prima arriva meglio alloggia?” «Lo stesso rischio di prima - conferma Gambino - Anche prima per le spiagge libere, così come per gli stabilimenti, chi arrivava prima trovava il posto. Noi non possiamo fare altro che regolare gli accessi per consentire il rispetto delle norme. Una cosa che stiamo studiando è consentire all’operatore che consegna il numerino di accedere a un sistema informatico che fornisca un quadro aggiornato della disponibilità dei posti in spiaggia. Siamo al lavoro su un sito o su un’app che vogliamo mettere anche a disposizione dei cittadini: in questo modo si saprà la situazione a Vernazzola, a Vesima, a Quinto, e si andrà a colpo sicuro dove ci sono spazi liberi».

Nessun obbligo per i bagnanti, dunque, a parte rispettare le distanze di sicurezza. Gli stalli però, proprio perché limitati, dovranno essere occupati con rigore: se si esce dalla spiaggia lo spazio va restituito, «a meno che non si tratti di andare a pranzo e tornare: un conto è chi esce per andare a mangiare - spiega ancora Gambino - un conto uscire dalla spiaggia per trascorrere tempo altrove e poi pensare di tornare dopo ore perché tanto il posto è prenotato»

Il sistema verrà applicato inizialmente alle spiagge più frequentate, per poi allargarsi. Per quanto riguarda le scogliere, l’accesso verrà consentito solo rispettando la distanza di un metro e mezzo tra asciugamani, a meno di non far parte dello stesso nucleo familiare.

«In tutti gli accessi a spiagge libere e scogliere metteremo dei cartelli dove saranno indicate le regole da rispettare - conclude Gambino - se la polizia Locale, cui è affidato il compito di controllare, vedrà persone troppo vicine, scatterà la sanzione. La Protezione Civile darà una mano a regolare gli accessi, stiamo cercando supporto nel personale delle spiagge, negli operatori presenti sul posto, che si tratti di chioschi, stabilimenti o associazioni sportive, e dove non troveremo supporto ci affideremo ad associazioni di volontariato».

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