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Spiagge libere, per i controlli Tursi pensa ai percettori del reddito di cittadinanza

Il Comune di Genova al lavoro per migliorare il sistema di gestione del litorale, evitando numeri chiusi e paletti

La Liguria si prepara a tornare al mare con le regole dello scorso anno, ma il Comune di Genova sta lavorando a un nuovo sistema di gestione delle spiagge libere che possa “snellire” la procedura per il monitoraggio e l’occupazione dei posti.

«Stiamo valutando di impiegare i percettori di reddito di cittadinanza - ha spiegato il consigliere delegato alla Protezione Civile, Sergio Gambino - Si confida nella massima collaborazione di Capitaneria di Porto e Autorità Portuale, che l'anno scorso ci hanno dato un grosso supporto nella gestione delle spiagge libere. Oltre al contributo e supporto degli operatori economici  e degli stabilimenti limitrofi con cui si è lavorato benissimo l'anno scorso».

Anche il sindaco di Genova, Marco Bucci, ha confermato che l’impostazione dell’anno scorso verrà mantenuta anche per la stagione balneare 2021, con qualche modifica per evitare se possibile numero chiuso e paletti.

«L’intenzione del Comune di Genova è quella di aprire le spiagge ma con norme e controlli più leggeri - ha detto Bucci a margine della Festa della Bandiera - bene le linee guida sul distanziamento, ma i controlli possono essere gestiti in maniera diversa, senza barriere, in maniera random con un'osservazione di massima».

Ed è qui che potrebbero entrare in gioco i percettori del reddito di cittadinanza, affiancando volontari di Protezione Civile e uomini della polizia Locale. Resterà comunque l’app di prenotazione SpiaggiaTi, che ha debuttato lo scorso anno.

Del tema si è parlato giovedì in una riunione tra sindaco stesso, Gambino e i vertici di polizia locale e protezione civile. La giunta regionale ha intanto approvato, su proposta dell’assessore al Demanio Marittimo Marco Scajola, la possibilità di ampliare lo spazio a disposizione per i dehor che sorgono sulle aree demaniali.

«Con questa delibera veniamo incontro alle esigenze di chi ha una concessione su aree demaniali, in modo che possa usufruire di agevolazioni simili a quelle che i comuni stanno già prevedendo per l'occupazione del suolo pubblico - ha detto il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti - La concertazione con Anci e con le associazioni di categorie è fondamentale in questo momento per individuare le esigenze concrete di chi si sta preparando alle riaperture".

«I comuni possono concedere l'ampliamento per l'anno 2021, anche in deroga ai propri Pud (piani di utilizzo delle aree demaniali marittime) - spiega l'assessore Scajola - Un intervento importante per affrontare questo periodo emergenziale e salvaguardare le attività economiche, l’occupazione e, non in ultimo, l’immagine turistica della Liguria. I comuni saranno liberi di definire gli spazi a disposizione delle attività all’interno del loro territorio. Verrà, inoltre, cancellato il canone regionale per la parte in più che sarà occupata, in modo da aiutare i commercianti e le imprese duramente colpite dalla pandemia, che avranno un maggiore spazio a disposizione per le loro attività senza dover sostenere costi aggiuntivi. Ho chiesto al Ministro Massimo Garavaglia, che incontrerò la prossima settimana insieme ai colleghi al demanio marittimo delle altre regioni, la sospensione dei canoni demaniali minimi di competenza statale per l’estate 2021 e sollevare le attività da questo onere aggiuntivo. Un aiuto concreto per tanti imprenditori del nostro territorio, le loro famiglie e i dipendenti, messi a dura prova dal permanere della situazione emergenziale ancora in atto, nella speranza che al più presto si possa tornare alla normalità».

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