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Sindrome da morte improvvisa in culla, al Gaslini maxi convegno con gli esperti

Venerdì 5 e sabato 6 ottobre il Centro Formazione dell'ospedale pediatrico ospita una tavola rotonda dedicata alla cosiddetta "Sids", un fenomeno di cui a oggi ancora poco si conosce

È uno dei peggiori incubi di ogni genitore, un evento tanto imprevedibile quanto devastante di cui oggi ancora poco si conosce: la sindrome della morte in culla, o Sids (Sudden Infant Death Syndrome) colpisce bambini tra un mese e un anno d’età, ed è una delle principali cause di morte post neonatale, un fenomeno su cui negli ultimi anni la ricerca si è concentrata per cercare di individuarne le cause e prevenirla.

Proprio per approfondire l’argomento, venerdì 5 e sabato 6 ottobre il Centro Formazione dell’Istituto pediatrico Giannina Gaslini ospiterà un evento formativo dedicato proprio alla Sids e in generale ai cosiddetti “Alte”, “Apparent Life Threatening Events”, e cioè gli Eventi apparentemente minacciosi per la vita. Il convegno, organizzato tra gli altri dal professor Francesco Ventura dell’Istituto di Medicina Legale di Genova, vedrà la partecipazione di diversi esperti del omondo della medicina, dai medici agli infermieri passando per tecnici sanitari, ostetrici e psicologi, che si confronteranno nel corso dei due giorni analizzando il tema da diversi punti di vista concentrandosi sulla gestione di episodi di Sids e sulla necessaria informazione per professionisti e anche per i genitori. 

Che cos’è la Sids

L’Istituto Superiore della Sanità sottolinea che a oggi al termine “Sids” non corrisponde una precisa patologia. La diagnosi di Sindrome da morte improvvisa in culla si applica solitamente quando si possono escludere tutte le altre cause note per spiegare il decesso del neonato, che si tratti di malformazioni o altre patologie o ferite.

Pur non essendo stata definita con certezza una specifica causa medica, nel corso degli anni gli esperti sono arrivai a individuare una serie di comportamenti e di fattori di rischio che possono incidere significativamente sulla probabilità che la Sids si verifichi. 

Secondo diversi studi diffusi negli Stati Uniti, la ragione della Sids potrebbe risiedere in anomalie nella zona cerebrale che controlla i ritmi del sonno e della veglia. Per questo, diversi centri di ricerca propongono un modello di triplo rischio per spiegare la catena di eventi che portano alla sindrome da morte improvvisa. In primo luogo, spiega ancora l’Istituto Superiore di Sanità, il bambino apparentemente sano e normale, soffre in realtà di una piccola anomalia nel sistema di regolazione dei ritmi cardiaci, respiratori o generali del proprio organismo. Si verificano poi nei primi mesi di vita cambiamenti nei ritmi del sonno, in quelli respiratori e/o cardiaci, nella pressione o nella temperatura corporea. 

Il terzo fattore di rischio è rappresentato da eventi esterni come il fatto di dormire in posiziona prona, l’esposizione a fumo passivo e piccole infezioni respiratorie. Secondo il modello proposto, si può parlare di Sids solo se si verificano tutti e tre i fattori, una diagnosi che richiede analisi molto accurate che devono seguire un rigido protocollo per accertare che si sia trattato di Sids.

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