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Serie tv, film, spot e video musicali: la Liguria diventa un set internazionale

Bilancio più che positivo per la Film Commission, che si occupa di assistere e promuovere produzioni sul territorio: la pandemia di coronavirus non ha fermato le riprese

Dalle serie tv alle fiction passando per gli spot: la pandemia di coronavirus e il lockdown non hanno fermato, ma solo rallentato l’industria cinematografica e di intrattenimento, e la Liguria - complici gli spostamenti ridotti - si è rivelata una regione tra le ideali per fare da set.

La conferma arriva dai numeri dati da Genova e Liguria Film Commission: 211 progetti assistiti, 710 giornate di produzione, oltre 9200 giornate di lavoro e 5436 notti d’albergo, e sono parziali: il 2020 è stato per la Film Commission, nata nel 1999, l’anno migliore di sempre.

Il risultato si traduce, per il 2020, in 39 lungometraggi, 31 documentari, 23 cortometraggi, 27 videoclip musicali, 20 trasmissioni Tv e poi le grandi serie televisive, progetti che hanno coinvolto ben 56 Comuni liguri.

Le serie tv girate a Genova

Tra le produzioni da citare c’è “Blanca”, la serie crime tratta dai libri di Patrizia Grimaldi le cui riprese sono partite proprio nei giorni scorsi tra Certosa e il Porto Antico, ma anche Petra, ovviamente, la miniserie con protagonista Paola Cortellesi nei panni dell’ispettrice Petra Delicado già andata in onda su Sky (e interamente girata a Genova, di cui si attende una seconda stagione). E poi “Sopravvissuti”, coproduzione internazionale Rai Fiction, France Télévisions, ZDF, Rodeo Drive, Cinétévé, girata nelle aree del Porto Antico e dell’ex quartiere fieristico, e ancora la serie TV tedesca Blackout di W&B Television, gli stessi del successo Netflix Dark, e i film stranieri “Tochter” e "Il Boemo".

A gennaio sono già 54 i progetti seguiti da GLFC, con 79 giornate fra preproduzione e riprese per un totale di circa 685 giornate di lavoro (numero giornate di produzione per numero di persone impiegate su ciascuna produzione). La Liguria lo scorso anno ha ospitato produzioni provenienti da Francia, Germania, Giappone, India, Olanda, Regno Unito, Repubblica Ceca, Svizzera, Usa, totalizzando 710 giornate di produzione, 240 giornate di pre-produzione (dato riferito esclusivamente a sopralluoghi e casting), 420 giornate di riprese (di cui 245 a Genova), 50 giornate di post-produzione. Per un totale di 9273 giornate di lavoro (numero giornate di produzione per numero di persone impiegate su ciascuna produzione) e 5436 notti d’albergo.

Inevitabili dunque anche le ricadute economiche sul territorio: nel 2020 la spesa diretta si attesta a oltre 4 milioni di euro, considerando soltanto le stime su Genova per le produzioni di maggior impatto, e a cavallo del 2020 e 2021 il valore delle produzioni assistite supera i 20 milioni di euro, considerando soltanto i progetti di maggior impatto.

«Nonostante il covid-19 i numeri del 2020 sono cresciuti, le attività promozionali e di marketing sono andate avanti in presenza e in streaming - ha spiegato Cristina Bolla, presidente della Film Commission - Abbiamo girato anche durante il primo lockdown per supportare il grande impegno degli operatori dell’audiovisivo. Il 2021 è partito con numeri decisamente incoraggianti»

«L’elenco di tutto quello che la Liguria ha ospitato è molto vario e questo dimostra anche le innumerevoli potenzialità del nostro territorio come set - ha aggiunto l’assessore regionale alla Cultura Ilaria Cavo - perché si va dagli spot di grandi marchi alle fiction, dai video istituzionali di promozione del territorio alla valorizzazione di eventi legati allo sport. Una vocazione polivalente che emerge anche nei Comuni interessati, dal capoluogo ligure, ai comuni della costa, a quelli dell’entroterra, con un’ampia copertura che rivela l’enorme lavoro e la grande valorizzazione messa in atto da Film Commission. A questo si deve aggiungere la nascita, su impulso della commissione, del centro di formazione che ha portato già molti ragazzi a lavorare per la realizzazione di un’importante scenografia in ricordo del banchiere ligure Amadeo Giannini che partì da Favale di Malvaro e fu tra i fondatori della Bank of America. La finalità è quella di formare persone necessarie alle case di produzione, come sta avvenendo dopo l’indagine esplorativa che abbiamo fatto sui loro bisogni. E a seguire tutte le iniziative portate avanti con le scuole, in accordo con la direzione scolastica regionale, per fornire input formativi ai ragazzi delle scuole superiori. Un modo per essere sempre più parte attiva e integrante di questo territorio e per guardare, stimolando i giovani avanti e al futuro».

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