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Scuole: mezzi pubblici pieni all'80% e hub specialistico al Gaslini

Le ultime novità sul tema della ripresa delle scuole nel giorno della nuova conferenza unificata Regioni-governo

Due settimane alla ripresa delle scuole, e il piano definitivo per la gestione del ritorno sui banchi ancora non è stato diffuso. I nodi focali della ripartenza restano mezzi di trasporto (di cui si parlerà nella conferenza unificata fissata per stasera), accesso agli istituti, uso delle mascherine e personale, temi su cui il governo e le Regioni stanno lavorando con dirigenti scolastici ed enti locali per mettere a punto una strategia comune.

A oggi l’unica cosa certa sembra la data della riapertura delle scuole, il 14 agosto. Dalla Liguria, come confermato anche dal presidente della Regione Giovanni Toti, è arrivata inoltre la richiesta di poter far viaggiare i mezzi del trasporto pubblico urbano all’80% del carico, «in questo modo - ha spiegato Toti - saremo in grado di portare a scuola tutti gli studenti, come da rassicurazione delle aziende di trasporto pubblico».

La Regione ha inoltre assunto 75 medici dedicati alla scuola, e al Gaslini si lavora per la costruzione di un hub regionale che consenta a tutte le Asl di avere un punto di raccordo per la gestione della ripresa.

«Le aziende di trasporto pubblico dicono che sono in grado di reggere l’urto della ripresa del Paese - ha sottolineato Toti - le scuole devono ricominciare il 14, se qualcuno volesse fare cose diverse se ne assumerà la responsabilità. Di certo se non sarà vietato dallo Stato noi il 14 di settembre riapriremo tutte le scuole di ogni ordine e grado, e sarebbe opportuno che riaprissero anche le università, anche se è stata fatta una scelta diversa, molto ridotta, con pochissime lezioni in presenza e moltissime in video didattica. Non ritengo che questa decisioni rientri nella ripartenza di un Paese, ma la competenza universitaria riguarda gli organi universitari».

Sull’uso delle mascherine a scuola ancora non è stata diffusa una linea guida unitaria, ma sono circolate parecchie indiscrezioni. Quella più accreditata è che alunni e personale debbano indossare la mascherine negli ambienti comuni e agli ingressi, togliendola quando saranno seduti ai banchi monoposto e a distanza di sicurezza. Per gli insegnanti il Cts prescrive mascherine chirurgiche o trasparenti per consentire agli studenti di vedere la bocca e l’espressione del viso, mascherine che potranno essere tolte durante la lezione a patto che resti alla cattedra, ad almeno due metri di distanza dal primo banco.

Per quanto riguarda il personale docente, in questi giorni parecchio si dibatte dei test sierologici volontari, partiti anche in Liguria, e delle proteste degli insegnanti per la mancata adesione dei medici di famiglia. Molti insegnanti over 60 o con patologie,  e dunque più a rischio quando si tratta di contagio da coronavirus, hanno chiesto a gran voce che venga tutelata la salute con test serrati e precauzioni, nel frattempo il governo ha firmato il decreto finalizzato all’assunzione a tempo indeterminato di 80mila docenti.

Sul fronte riapertura in concomitanza con le elezioni regionali, fissate per sabato 20 e domenica 21 settembre, il presidente della Regione Liguria è stato categorico: «Qualcuno oggi mi chiede se era opportuno aprire e poi richiudere le scuole per le elezioni - ha detto - è da giugno, anzi da maggio, che Toti, Bonaccini, De Luca, Emiliano e Zaia dicono che non si doveva votare dopo l’apertura delle scuole. Abbiamo fatto altre proposte e ci hanno detto di no, quindi non ci resta che adeguarci».

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