Scuole, in Liguria si riparte il 14 settembre: il piano per il ritorno sui banchi

Test rapidi seguiti da tampone e, se necessario, isolamento immediato per gli alunni che presentano sintomi sospetti, misurazione della temperatura a casa, hub regionale al Gaslini: cosa si sa sinora

Le scuole in Liguria ripartono il 14 settembre: la conferma è arrivata dal presidente della Regione, Giovanni Toti, all’indomani dalla proposta dell’Ordine dei Medici liguri di posticipare di 10 giorni, al 24 settembre, in modo da avere ancora qualche settimana di tempo per mettere a punto un piano di ripartenza e lasciare allo stesso tempo campo libero per le elezioni, in programma il 20 e il 21 settembre.

Toti ha chiarito che la priorità resta quella di far tornare bambini e ragazzi a scuola, e che la data in Liguria resta quella annunciata: «Se il governo chiederà di posticipare valuteremo - ha detto Toti - ma proprio poco fa il ministro Boccia ha confermato che per il governo la data suggerita, per competenza delle Regioni, è il 14 settembre, e i governatori del Centro e Nord Italia condividono con me l’unanime convinzione che sia opportuno tenere questa data. Ogni rinvio ulteriore sarebbe oltre che un danno, anche un'informazione che creerebbe ingiustificato panico e confusione nelle famiglia».

Scuole e coronavirus, al Gaslini l'hub regionale

A oggi in Liguria non è ancora stato ufficializzato il protocollo di rientro a scuola, ma le linee guida sono ormai tracciate sia per quanto riguarda gli accessi sia per il trattamento di eventuali casi positivi. Al Gaslini, che diventerà hub regionale della gestione sanitaria delle scuole con Alisa e le Asl, verrà installato un polo dedicato al coronavirus e al rientro a scuola, utile non solo per i dirigenti scolastici ma anche per le famiglie, e sono stati assunti operatori formati ad hoc per fungere da raccordo tra Asl e istituti: «Stiamo lavorando alla velocità di screening e di effettuazione dei tamponi per il bambino eventualmente positivo, la famiglai e i compagni di classe - ha spiegato Toti - Stiamo lavorando per istituire un call center per le famiglie e aree "buffer" per il trattamento dei pazienti più giovani in modo di aumentare la capacità di effettuare tamponi, test rapidi e screening».

«È necessario che la gestione dei singoli casi avvenga in modo rapido e il più possibile comodo per le famiglie - ha detto Toti - il nostro lavoro sarà fornire, per i primi giorni di apertura della scuola e per tutto periodo necessario, il miglior supporto al sistema scolastico regionale. Il che vuole dire capacità di screening dei casi, protocolli e terapie di intervento e cura, capacità di informazione delle famiglie, che devono essere seguite e informate, rapporti con il mondo della scuola e i dirigenti scolastici».

Nelle prossime ore il commissario straordinario di Alisa, Walter Locatelli, incontrerà i medici di famiglia e i pediatri, e per i primi giorni della settimana prossima il Gaslini e la Regione  dovrebbero «essere in grado di presentare il piano - ha confermato Toti - i numeri confermano che avremo a che fare con casi di positività, e dobbiamo prepararci ad affrontarli al meglio, trattandosi oltretutto di pazienti fragili, i minori, e di una situazione nuova per le famiglie»

La criticità maggiore sono i numeri della macchina sanitaria (e burocratica) legata alle scuole: tra personale e alunni sono coinvolte decine di migliaia di persone, un «sistema di numeri molto grande, e dovremo stabilire procedure semplificate gestendo anche una gigantesca mole di lavoro - ha detto il governatore ligure - solo ieri abbiamo fatto 2.700 tamponi in Liguria, e ogni tampone che conteggiamo comporta un lavoro importante di tracciamento. Siamo però convinti che riusciremo a gestire questa fase».

Scuola: cosa succede se un bambino ha sintomi 

La procedura per il ritorno a scuola concordata a livello nazionale prevede che la misurazione della misurazione temperatura sia a carico delle famiglie, in una sorta di autocertificazione: se il bambino ha una temperatura superiore a 37,5 non deve essere mandato a scuola, e i genitori devono chiamare il medico di medicina generale per chiedere alla Asl un eventuale intervento specifico.

Nel caso in cui il malessere emerga a scuola, il bambino viene isolato (con personale a monitorarlo) e vengono avvertiti medico di base e famiglia. Nelle ore immediatamente successive il bambino viene sottoposto al test rapido antigenico per accertare un eventuale positività, e poi al tampone definitivo. A quel punto o scatta l’isolamento a casa, o nel peggiore dei casi, se necessario, il ricovero. 

«I compagni di classe vengono avvisati - ha spiegato Toti - e messi in quarantena, e si avvia un eventuale screening. Va però tenuto presente che va fatto in un periodo di tempo specifico, quello di maturazione del viru: se il bimbo sta male alle 10 di mattina e il tampone risulta positivo non è detto che siano positivi tutti i compagni di classe nello stesso momento.  La procedura nazionale prevede isolamento per 14 giorni e poi riammissione in classe, ma io vorrei qualcosa di più tranquillizzate per le famiglie. Ovviamente, se facessi il test per 30 compagni subito non raggiungerei alcun obiettivo».

Sierologici su personale scolastico: l’ha fatto solo il 15%

Il tempo del personale scolastico, docente e non, è un altro punto critico. A oggi mancano ancora molti insegnanti, con il rischio di dover procedere, se possibile, con i supplenti, e tanti ancora non sono riusciti a sottoporsi al test sierologico volontario. 

In Liguria , così come in altre regioni, i sierologici sono di competenza dei medici di famiglia, così come stabilito dall’accordo firmato tra sigle sindacali e governo. La Asl ha comunque dato disponibilità ad affiancare i medici, ma a oggi solo il 15% del personale scolastico - pari a circa 25.000 persone - ha effettuato il sierologico.

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«Solo il 15% del personale scolastico si è rivolto ai medici - conferma il commissario straordinario di Alisa, Walter Locatelli - abbiamo i risultati sulla piattaforma regionale. Il test è su base volontaria e ci aspettiamo numeri maggiori nei prossimi giorni».

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