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Venerdì, 19 Aprile 2024
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Sciopero personale delle scuole: presidio davanti alla Prefettura

I lavoratori della scuola si sono radunati in largo Lanfranco verso le 10,30

Incrocia le braccia oggi, lunedì 30 maggio, il personale della scuola pubblica di ogni ordine e grado: sindacati e manifestanti si sono incontrati intorno alle 10,30 sotto la sede della Prefettura in largo Lanfranco, per chiedere una modifica del decreto del Governo sulla scuola.

Lo sciopero è stato proclamato in tutta Italia da Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams e sono diverse le piazze in cui si sono radunati i lavoratori della scuola per protestare: "Chiediamo - spiegano le articolazioni liguri dei sindacati - una modifica sostanziale del decreto del Governo sulla scuola a partire dallo stralcio di tutte le disposizioni che invadono il campo della contrattazione, più risorse per il contratto e riconoscimento della professionalità, soluzione del problema del precariato, nuovo percorso di abilitazione e stabilizzazione del rapporto di lavoro dei precari con 36 mesi di servizio. Lo scorso anno, dopo due anni di pandemia, è stato sottoscritto un patto tra Ministero e Sindacati nel quale il Governo si era preso una serie di impegni a cui non ha dato seguito, anzi. Il Governo ha proceduto con decisioni unilaterali e non condivise quali ad esempio il reclutamento del personale dove l’azione dell’Esecutivo invade pesantemente il campo della contrattazione. Il Governo non ha alcuna intenzione di venire incontro alle richieste delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola e di conseguenza di migliorare il servizio e l’offerta formativa dedicata alle famiglie."

Sciopero scuola 30 maggio, la protesta a Genova

"Oggi siamo con le lavoratrici ed i lavoratori della scuola in sciopero per rivendicare il diritto a un contratto con incrementi retributivi adeguati, formazione, progressioni, stabilità per i precari, investimenti seri. No al taglio di 9600 cattedre. Il dl 36 va cambiato" sottolinea su Twitter il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra.

"Le ragioni della protesta sono motivate: il governo sceglie di costruire una formazione per pochi, finanzata con il taglio degli organici. In più si umiliano i precari con un nuovo sistama di reclutamento e gli si nega l'abilitazione. Un intervento da respingere, che io non chiamo nemmeno la riforma. Viene tradito il Patto per la scuola. Il contratto poi è scaduto da tre anni e ci aspettiamo un investimento serio per il rinnovo contrattuale: le risorse stanziate non bastano anche dato l'impegno della scuola tutta negli anni della pandemia. Evidenziamo l'inadeguatezza del governo rispetto alle esigenze della scuola", dice Francesco Sinopoli che guida la Flc Cgil.

I motivi dello sciopero

Il personale sciopera per più motivi: contro la riforma del reclutamento e della formazione iniziale inserita nel decreto-legge 36, in fase di conversione in parlamento. Ma anche per ottenere un rinnovo del contratto di categoria, che attende da tre anni e mezzo, con gli stipendi bloccati al 2018 ed erosi dall'inflazione che galoppa, per effetto della guerra in Ucraina, verso il 5,5/6% solo nel 2022. E poi per la tutela dei precari storici che proprio dal decreto-legge in questione non verrebbero, a parere dei sindacati, adeguatamente tutelati.

Erano anni che il fronte sindacale non scioperava compatto contro il governo: era successo nel 2008, contro la riforma Gelmini, e nel 2015, contro la Buona scuola del governo Renzi. 

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