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Protesta dei portuali, confermato lo sciopero

Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno già annunciato due presidi

 Confermato lo sciopero dei portuali previsto venerdì 5 marzo. Fumata nera, dunque, dopo la riunione tra Autorità Portuale, terminalisti e sindacati.

La protesta della Culmv parte dalla lettera consegnata dal presidente dei terminalisti genovesi, Beppe Costa, al segretario generale dell’Autorità di sistema portuale di Genova, Savona e Vado ligure, in cui si diffida e mette in mora l’Autorità portuale per non avere vigilato sulle azioni della Culmv, comprese le richieste di adeguamenti tariffari erogate dalle aziende alla Compagnia dal 2013 a oggi, circa 8 milioni.

Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno già annunciato due presidi, il primo in corrispondenza del varco portuale di Ponte Etiopia, dalle 5.45 alle 8.30, e un altro sotto la sede di Confindustria in zona Brignole, dalle 9.30 alle 12. L’astensione riguarderà tutte le prestazioni dalla sera del 4 marzo a quella del 5 marzo, in base all’organizzazione funzionale dei singoli terminal.

Solidarietà ai lavoratori del porto è arrivata da diversi protagonisti del mondo produttivo, compresi quelli delle attività ferroviarie: «Come i ferrovieri, anche la categoria dei portuali durante questa tragica pandemia, non si è mai fermata. Grazie a ciò, i lavoratori e le merci hanno continuato a muoversi producendo valore ed evitando alla città nonché all'intero Paese di bloccarsi - fanno sapere dalla segreteria regionale Filt Cgil Attività Ferroviarie insieme con i delegati, le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo Ferrovie dello Stato. Anche per questi motivi, condanniamo le provocazioni del padronato portuale, ovvero i terminalisti, sempre pronti a mettere in dubbio le conquiste e i diritti dei lavoratori della Compagnia. È per questo che la segreteria Filt Cgil Ferrovieri insieme ai delegati FS e ai lavoratori e alle lavoratrici del gruppo FS, esprimono la totale solidarietà a tutti i lavoratori del porto di Genova, ai lavoratori della Compagnia Paride Batini Culmv».

Sulla vertenza è intervenuto anche il Comune di Genova attraverso l’assessore allo Sviluppo economico portuale e logistico Francesco Maresca: «Il Comune ribadisce il proprio impegno nel fare la sua parte e svolgere un ruolo di facilitatore per il dialogo tra le parti affinché si arrivi al più presto a una soluzione che risolva le attuali problematiche, ancora in essere tra lavoratori e terminalisti - ha detto Maresca - Dispiace che non si sia riusciti a evitare lo sciopero, ma auspico che al più presto si possa arrivare a un percorso condiviso che consenta di proseguire sulla strada dello sviluppo dello scalo genovese come la comunità marittima più importante a livello nazionale. Il porto è un patrimonio di tutti i genovesi, dà lavoro a circa 30mila addetti e nell’interesse comune vanno affrontate e superate le problematiche che riguardano l’intera città».

 

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