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Scalinata Borghese, affitto azzerato per sostenere la riapertura (e un nuovo gestore)

Dopo la decisione da parte del primo gestore, l'imprenditore Massimo Travaglini, di uscire dal progetto, l'amministrazione comunale e il gruppo Viziano hanno individuato un'altra realtà che dovrebbe prendere il suo posto

Scalinata Borghese «non è abbandonata a se stessa» e «c’è un controllo costante da parte di concessionari di concerto con l’amministrazione». Paola Bordilli, assessore comunale al Commercio, interviene per la prima volta pubblicamente sul caso Scalinata Borghese rispondendo a un’interpellanza presentata in consiglio comunale, l’ultima di una lunga serie di questioni affrontate in Sala Rossa per la prima seduta del nuovo anno.

A chiedere chiarimenti su quanto accaduto nei locali ristrutturati di Scalinata Borghese è stata Cristina Lodi, capogruppo del Pd, che ha ricordato brevemente la storia del gioiello Liberty che si affaccia su piazza Tommaseo e su cui l’amministrazione del sindaco Bucci ha tanto investito anche in termini di promozione: dopo 15 anni di abbandono nel 2018 era stata affidata al Gruppo Viziano per il restauro, e alla fine di gennaio del 2020 era stato inaugurato in grande stile il nuovo ciclo, un ristorante-lounge bar aperto dalle 16 alle 23 gestito da Massimo Travaglini, firma del marchio Fokaccia.

La pandemia di coronavirus ha ovviamente messo i bastoni tra le ruote al nuovo progetto imprenditoriale: difficile sostenere senza sufficienti incassi o ristori i costi di apertura di un locale molto grande e specializzato in quelle cene e apertivi ormai da mesi cancellati. E così a marzo Scalinata Borghese aveva chiuso, riaprendo a maggio per la stagione estiva e richiudendo a ottobre, con la seconda ondata di contagi.

Stavolta definitivamente, almeno per quanto riguarda la gestione Travaglini. Che ha chiarito, a Natale, che «ho partecipato con entusiasmo alla nascita di Scalinata Borghese, e ho messo tanto impegno e denaro nella costruzione di questo locale, che ai miei occhi sarebbe potuto e dovuto diventare il più bello di Genova. Purtroppo le mie iniziative e le mie idee sono sempre state ostacolate e impedite da parte degli altri soci che avendo idee diverse, senza peraltro alcuna competenza nel campo della ristorazione, mi hanno messo nella condizione di allontanarmi dalle scelte aziendali».

Un insieme di fattori, insomma, che hanno portato Travaglini a lasciare Scalinata Borghese. Non vuota, però, come confermato sia da Davide Viziano sia dall’assessore Bordilli: con il nuovo anno dovrebbe insediarsi una nuova attività, un ristorante sushi che per “decollare” dovrebbe usufruire di un affitto azzerato o comunque calmierato.

«Ci sono tante realtà chiuse a causa del coronavirus, complici anche i ristori che non arrivano da novembre - ha spiegato Bordilli - Molte realtà come Scalinata Borghese sono però solo momentaneamente chiuse, perché se vivono con aperitivi e cene preferiscono stare chiusi, ma non è una chiusura definitiva, voglio rassicurare i cittadini. La chiusura è stata una scelta, e al momento i passaggi riguardano l’affitto a un’azienda fatto a dicembre con l’impegno a dialogare con il concessionario per avere un affitto azzerato e andare incontro alle realtà commerciali che in questo momento storico hanno fortissime difficoltà».

Individuata la nuova gestione della Scalinata, resta da chiarire la data di riapertura, che al momento  ancora non c’è. 

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