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Dal Met di New York a Rapallo: il San Sebastiano del Maragliano torna a casa

La statua lignea intagliata dal celebre artista genovese per la Confraternita dei Bianchi rientra in Liguria dopo la trasferta americana: oltre 100mila persone hanno potuto osservarla al Met

Oltre 100mila persone l’hanno osservata nelle prestigiose sale del Metropolitan Museum of Art di New York in occasione della mostra “Like Life: Sculpture, Color and the Body”, ma dopo il successo internazionale il San Sebastiano di Anton Maria Maragliano è tornato a casa sua, a Rapallo.

La scultura lignea dipinta dal celebre artista genovese nel 1700 per l’oratorio dei Bianchi è stata riportata in Liguria sabato: ad attenderla proprio la Confraternita dei Bianchi insieme con una folla di orgogliosi residenti, che oltre a osservare quello che è stato definito “il capolavoro dell’intaglio” di Maragliano hanno potuto ammirare anche il contratto di commissione stipulato il 31 maggio 1700 tra la Confraternita e lo scultore, concesso in prestito dall’Archivio di Stato di Genova.

Nel contratto, la Confraternita chiedeva a Maragliano, giovane e promettente artista ancora poco conosciuto, di «fare una statua a San Sebastiano d’altezza palmi sei, cioè detta statua da piedi sino alla testa con la sua armatura ed albero, dietro cui si scolpiranno le vesti di detto santo […] colorita color di carne, esclusa la cinta che dovrà essere dorata e graffita». In cambio del lavoro svolto, Maragliano avrebbe ricevuto 400 lire genovesi di allora, a patto che i confratelli incaricati di controllare il suo operato, se insoddisfatti, non avessero deciso altrimenti: «Possino anche detti signori Ambrosio e Giovanni Agostino - recita l’antico documento - se così le parrà, accrescere e sminuire detto prezzo, che detti signori Ambrosio e Giovanni Agostino dichiareranno e giudicheranno».

Lo scambio, alla fine, andò a buon fine, e Maragliano realizzò (e venne ripagato adeguatamente) un capolavoro per cui i newyorkesi non hanno esitato a sborsare circa 40mila euro: questo il prezzo necessario per sostenere le operazioni prescritte dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona per il restauro e il trasporto in tutta sicurezza di San Sebastiano. Una volta arrivata a Rapallo, la statua è stata estratta dall’imballaggio e rimontata davanti alla folla accorsa per assistere al momento.

«Evviva la Confraternita dei Bianchi di Rapallo - è stato il commento entusiasta di Alessandra Cabella, Direttore Storico dell'Arte della Soprintendenza della Liguria, che ha seguito da vicino tutti i passaggi per la trasferta americana della statua - che ha saputo privarsi del suo amato San Sebastiano per sei mesi capendo che la partenza e il ritorno di questo figlio speciale sarebbe stato un grandissimo dono di promozione della nostra cultura e un atto d’amore verso la nostra terra».

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