San Martino, inaugurato il nuovo blocco operatorio "hi-tech"

Lunedì 29 giugno, con il primo intervento di chirurgia vascolare, è entrata in attività la sala che in emergenza coronavirus era stata destinata ai pazienti infetti

Riparte con la sua originale destinazione il nuovo blocco operatori dell’ospedale San Martino, che in emergenza covid, poco prima dell’inaugurazione, era stato in parte destinato ai pazienti infetti bisognosi di assistenza.

Il blocco operatorio, una palazzina di 2 piani sul retro del Monoblocco accanto all’edificio dei nuovi laboratori, è entrato ufficialmente in attività con un primo intervento di chirurgia vascolare: l’investimento è stato di 12 milioni di euro, e la realizzazione era iniziata nel luglio 2015 per incappare poi in una serie di problemi (in primis il fallimento dell’azienda capofila della associazione di impresa responsabile della realizzazione dell’opera). 

I lavori alla fine sono stati completati con l’affidamento alla ditta seconda classificata alla gara d’appalto, il Consorzio genovese Cmci, che ha finito entro il 31 dicembre 2019, termine ultimo pena la perdita dei finanziamenti. Il risultato è un blocco composto da 10 moderne sale operatorie di cui una dedicata alla chirurgia robotica, attività rilevante ed innovativa che coinvolge già la chirurgia generale e coinvolgerà anche altre chirurgie specialistiche, ed un’altra ibrida, dotata cioè di un moderno angiografo e strumentazioni che consentono interventi condotti con tecnica endovascolare e sotto controllo radiologico ma anche con tecnica open o mista quando questo fosse necessario. 

Durante l’emergenza covid-19, l’area di preanestesia e risveglio e quelle dedicate alla nuova terapia intensiva, erano state attrezzate per incrementare i letti di rianimazione, ma con le dimissioni e la diminuzione dei ricoveri è stato possibile avviare i lavori per l’allestimento della destinazione originale. Alle 10 nuove sale se ne aggiungeranno 4 del vecchio blocco operatorio, che sono andate incontro ad un processo di “upgrading” con connessione in rete con le altre sale e possibilità di richiamo dati e integrazione delle immagini. 

L’inizio dell’attività in questa nuova ala permetterà di avviare lavori di manutenzione, ristrutturazione e riorganizzazione degli spazi nell’intero Monoblocco per la totale gestione dei pazienti più complessi, e la maggiore disponibilità di spazi operatori permetterà anche di riprogettare e ampliare l’attività di trapianto di organi solidi. 

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