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Domenica, 4 Dicembre 2022
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Valletta Carbonara, al via la riqualificazione da 12 milioni: parco, museo, bistrot, cosa prevede il progetto

L'ex vivaio comunale diventerà un parco pubblico, anche produttivo, con coltivazioni a chilometro zero, progetti di inclusione sociale e gestito attraverso patti di collaborazione tra cittadinanza attiva e Comune di Genova

Parte la riqualificazione del parco di Valletta Carbonara a opera di Sviluppo Genova Spa. L’area che verrà trasformata nel corso del restyling si sviluppa nella valle a nord dell’Albergo dei Poveri (che ne detiene la proprietà, tramite il lascito testamentario Emanuele Brignole) e misura circa 18mila metri quadrati. A sud è marginata dal prospetto posteriore dell’Albergo, ad ovest e nord dal muro di terrapieno di corso Firenze, ad est da aree residenziali.

Ex vivaio comunale: diventerà un parco pubblico

Nel dettaglio il progetto Pinqua-Pnrr riguarda il recupero dell’ex vivaio comunale situato in pieno centro urbano. L’importo dell’intervento ammonta a 10 milioni di euro e prevede la trasformazione in parco pubblico, anche produttivo, con coltivazioni a chilometro zero, progetti di inclusione sociale e gestito attraverso patti di collaborazione tra cittadinanza attiva e Comune di Genova. I manufatti presenti all’interno ospiteranno un museo botanico, spazi per co-working, bistrot, ristorante, sport e serre dedicate alle associazioni.

L’area oggetto dell’intervento a tutt’oggi è utilizzata solo in minima parte, cioè nella porzione a nord dove insistono le cinque serre più antiche del vivaio comunale, e nei due bastioni ad est, al termine dei quali è presente l’edificio in muratura che ospitava la casa del custode (oggi sede associativa) che sono utilizzate per le coltivazioni dell’associazione. Il progetto prevede anche la ricostruzione delle serre con l’allestimento di un “Museo delle felci storiche”, in partnership con l’Orto Botanico dell’Università di Genova.

Valletta Carbonara apre ai visitatori. I volontari: "Serre recuperate dopo anni di incuria" 

Lo scorso aprile, in occasione di un'aperutra ai visitatori, il presidente dell'associazione "Le Serre di San Nicola OdV" Domenico Villani, aveva parlato a GenovaToday dell'auspicata svolta dopo 30 anni: "La Valletta dovrebbe essere totalmente ristrutturata grazie a un impegno di 10 milioni di euro che arrivano dal Pnrr e che il Comune è riuscito a ottenere. Sarebbe un progetto molto ambizioso, dunque speriamo che si riescano a spendere questi soldi entro il 2026. Certo, è un impegno di spesa elevato, occorre avere le imprese e i progetti già pronti. Ci auguriamo che si riesca davvero: sono previsti campi sportivi, ristorante, ristrutturazione delle serre, della nostra sede, e poi altri campi che potrebbero diventare orti nella parte bassa". E adesso il progetto, a quanto pare, sta diventando realtà.

Il restauro dell'oratorio

All’interno del complesso monumentale dell’Albergo dei Poveri, invece, è previsto il recupero di uno spazio secentesco di circa 1.000 metri quadrati, con restauro conservativo dell’unica parte di tetto di tutto il complesso ancora secentesca. L’intervento che ha come committente Asp Brignole prevede un costo di 2,5 milioni di euro e prevede l’allestimento di una sala conferenze.

Lo stato di degrado, il crollo di una porzione di volta in canniccio e i risultati delle analisi strutturali che sono state effettuate hanno evidenziato la necessità di predisporre un intervento di consolidamento strutturale in grado di garantire adeguati standard di sicurezza, in relazione all'uso dell'oratorio.

Si è deciso di attuare un intervento di conservazione strutturale, in grado di ri-conferire alla struttura originaria quel livello di sicurezza necessario a garantire la preservazione del bene architettonico e la fruibilità dell'oratorio. L'intervento progettato consentirà quindi di mantenere e restaurare l'elemento architettonico senza snaturarlo della sua funzione strutturale. "L’obiettivo – spiegano i progettisti – è quello di riparare le lacune che si sono manifestate e a migliorare il comportamento strutturale eliminando quelle fonti di vulnerabilità che minano la sicurezza strutturale della struttura".

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