Campagna social contro i lombardi, Toti bacchetta i liguri: «Basta con l'odio, il nemico è il virus»

Ancora in forse l'apertura della Lombardia, ma il governatore ligure ha già chiarito che in caso positivo i turisti saranno i benvenuti. E si scaglia contro chi li attacca: «Torniamo umani»

«Dovete stare a casa vostra», e ancora «non siete per niente i benvenuti», «non venite qui»: nei giorni in cui si attende il verdetto sulla riapertura dei confini tra regioni, fissata per ora al 3 giugno, si dibatte in particolar modo sulla possibilità di riaprire la Lombardia, regione in cui i contagi non sembrano ancora essere scesi sotto il livello di guardia. E se il governatore ligure, Giovanni Toti, ha già chiarito che accoglierà i turisti lombardi - così come quelli piemontesi, emiliani e di qualsiasi altra regione - a braccia aperte, molti liguri hanno scatenato sui social un campagna contro l’arrivo dei lombardi, habitué della Liguria e in molti casi proprietari di seconde case, nel nostro territorio.

Su post e tweet di questo tenore ha deciso di intervenire proprio il presidente della Regione, che su Facebook ha ricordato che «il nemico è il virus non sono le persone, qualsiasi sia la loro provenienza. Lo avevo già detto, lo ripeto. Perché sono convinto che questi messaggi che ho letto oggi non rendano onore al tricolore che molti italiani hanno appeso al balcone in questi mesi. Non c'è una regione contro l'altra. Stiamo tutti combattendo la stessa battaglia. E se il Governo lo consentirà, a fronte di numeri sanitari positivi, apriremo i confini». 

«Basta fare terrorismo, basta seminare odio, basta discriminarci tra noi», prosegue Toti, che ricorda i giorni in cui erano sotto accusa le mamme e i bambini che volevano uscire, i runner, poi «i giovani, le persone col cane, i vecchietti a fare la spesa, ora è il turno dei "temibili turisti". Poi a chi toccherà subire questa cattiveria? Perché ci sarà sempre qualcuno a cui dare la caccia», scrive il governatore ligure in un logo post. 

«Non cavalcheremo mai la paura della gente, a costo di risultare impopolari. Lo abbiamo fatto lottando per far riaprire ristoranti, negozi, estetisti e parrucchieri e lo faremo anche con il turismo, se ci saranno le condizioni. Ci sono intere famiglie che lavorano in questo settore, gli unici indicatori che contano sono positivi e ci dicono che le cose migliorano di giorno in giorno, studi prestigiosi dimostrano che il virus con il caldo si sta indebolendo. E allora cosa vi porta a questa cattiveria? Tornate umani - è l’invito - O lo siamo solo a parole e davanti ai fatti ognuno guarda il suo orticello? Solo uniti possiamo farcela! Una cosa è certa e voglio dirla a tutti gli italiani che amano la nostra regione: non siamo così. E quando si potrà sarete tutti i benvenuti in Liguria».

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Il governo intanto sta valutando, proprio in questi giorni, non solo la riapertura delle regioni, ma anche la possibilità che la Lombardia resti chiusa per un’altra settimana almeno: troppo alto, ancora, il numero di contagi che si contano ogni giorno, mediamente oltre 100, hanno spinto gli scienziati a frenare sull’ipotesi di consentire ai lombardi di uscire dai propri confini regionali. Toti è tornato sull'argomento giovedì mattina - giornata decisiva per le riaperture - confermando che «non è tollerabile il ragionamento “tanto io non vivo con i soldi dei turisti”. La Liguria non può fare a meno né della Lombardia né del Piemonte. La salute va al primo posto e il Governo farà giustamente le sue valutazioni per la riapertura. Ma è bene che tutti sappiano che con i confini chiusi perderemo l’80% del nostro turismo interno, l’unico che potrebbe salvare quest’estate l’economia ligure».

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