rotate-mobile
Domenica, 16 Giugno 2024
Attualità Centro Storico / Via della Maddalena

Torna il repessin in centro storico: 80 banchi per vendere o barattare le proprie 'cianfrusaglie'

Dai giocattoli abbandonati dai figli a scarpe usate, dai vestiti delle nonne a quegli elementi di arredo che non piacciono più: i cittadini svuotano le loro cantine e si trasformano in commercianti

Il repessin genovese compie 10 anni. E porta con sé per il primo giugno, in via della Maddalena, “un serpentone di ottanta banchetti” colmi di mobili, vestiti, accessori e oggetti che non vogliono più stare in cantina o stipati in un armadio. È un evento aperto a tutti, in cui “tutti i cittadini si divertono a trasformarsi in commercianti e barattare le proprie cianfrusaglie”, come ha spiegato a GenovaToday Andrea Piccardo, uno degli organizzatori.

Dai giocattoli abbandonati dai figli a scarpe usate, dai vestiti delle nonne a quegli elementi di arredo che non piacciono più. Al repessin si può trovare di tutto. E pare che gli abitanti del quartiere aspettino con ansia l’occasione di svuotare le proprie cantine, dato che in poche settimane sono subito stati prenotati gli ottanta banchi disponibili.

“Non ce la siamo inventati noi, è un’idea che abbiamo preso da altri - ha detto Andrea Piccardo, commerciante e membro dell’associazione AMA - Al Baloon di Torino tutte le settimane succede questa cosa. E a noi della Maddalena piace molto l’arte del riciclo, il trasformare gli oggetti in qualcos’altro per dare loro una nuova vita. Quindi abbiamo voluto portare il format a Genova e farlo nostro, ormai più di dieci anni fa”.

L’idea è portare gli oggetti di casa in strada e dare a tutti la possibilità di vendere, comprare o barattare. “Ci sono alcuni che vengono con l’obiettivo di andare via con qualcosa che valga poco di più rispetto a ciò con cui sono arrivati. Chi ad esempio si diverte ad arrivare al repessin con un cerino e andare via con la macchina del caffè” scherza Andrea. 

Torna il repessin in via della Maddalena

Il nome dell'evento deriva dalla figura del "repessin", ovvero il robivecchi, il rigattiere, il rivenditore di vecchie masserizie e altre cose vecchie: era una figura addetta al recupero e al riciclo di quelle cose che non venivano più utilizzate e di cui le persone, siano esse commercianti o privati, volevano disfarsene. Durante la giornata del primo giugno, alla Maddalena, tutti gli abitanti che sono riusciti ad aggiudicarsi il loro banco, vestiranno i panni del repessin.

L’evento giunge oggi alla sua decima edizione, ripartendo per la prima volta dopo lo stop dovuto alla pandemia. Grazie ai permessi del Comune, l’associazione AMA organizza alla Maddalena non soltanto il repessin, ma anche altri tipi di eventi come letture, seminari e incontri. L’obiettivo è quello di far vivere il quartiere integrando nelle iniziative chi di solito ne occupa le strade e promuovendo una convivenza sana e proficua. “La scorsa settimana abbiamo invitato a parlare con il pubblico i Briganti di Librino, periodicamente viene a Genova Giovanni Impastato [fratello di Peppino, vittima di mafia]. Ci teniamo a riflettere sul contrasto alle mafie, soprattutto in un quartiere che è fortemente toccato dalla criminalità organizzata. E teniamo soprattutto a coinvolgere tutti quanti, chi abita qui e chi è soltanto di passaggio”.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Torna il repessin in centro storico: 80 banchi per vendere o barattare le proprie 'cianfrusaglie'

GenovaToday è in caricamento