Domenica, 17 Ottobre 2021
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Il "Rapporto Nord Ovest" del Sole 24 Ore coinvolge anche la Liguria: i contenuti dell'inchiesta

La Regione Liguria, utilizzando la cabina di regia con Anci, ha individuato progetti per 25 miliardi da finanziare col Recovery Fund dell’Ue

Il prossimo numero del Rapporto Nord Ovest del Sole 24 Ore in edicola venerdì 4 dicembre in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta dedica l’apertura ai progetti da finanziare nell’ambito dell’utilizzo del Recovery Fund in arrivo dall’Unione Europea. Un libro dei sogni che vale 13 miliardi e 115 progetti in Piemonte, 25 miliardi per la Liguria e un miliardo per la Valle d’Aosta. Le Regioni hanno messo nero su bianco progetti strategici e piani per accelerare la transizione green e ora si tratta di capire chi gestirà la partita del Recovery Plan.

Per quanto riguarda la Regione Liguria, utilizzando la cabina di regia con Anci, ha individuato progetti per 25 miliardi da finanziare col Recovery Fund dell’Ue, dal quale all’Italia dovrebbero arrivare 208,6 miliardi. La gran parte di questi, 191,4­ miliardi, fanno parte della recovery and resilience facility e andranno su progetti i cui impegni di spesa devono essere chiusi tra 2022 e 2023. E tutto quanto si troverà all’interno del Recovery deve essere collaudato entro il 2026. Ma il ministero, afferma il governatore Giovanni Toti al Rapporto Nord Ovest: «Non ha ancora detto come intende gestire le risorse e sta facendo azioni di ricognizione piuttosto confuse», per individuare i progetti da supportare con i denari dell’Ue. Non si capisce «se elaborerà un piano nazionale tenuto conto dei desiderata delle Regioni oppure farà un piano nazionale a sé», lasciando quote alle Regioni.

I progetti strategici inseriti nel piano regionale interessano le sei macroaree che la stessa Ue ha individuato per il Recovery fund: digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo, per il quale sono richiesti in Liguria 1,7 miliardi; Salute: 1,6 miliardi; Infrastrutture per la mobilità: 19,5 miliardi; Istruzione, formazione, ricerca e cultura: 570 milioni; Rivoluzione verde e transizione ecologica: 1,3 miliardi; Equità sociale di genere e territoriale: 389 milioni. Totale: oltre 25,2 miliardi. 

Infrastrutture

L’altro tema al centro del prossimo Rapporto del Sole 24 Ore dedicato ai territori di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta è quello delle cinquanta opere infrastrutturali, 28 miliardi di valore, con numerosi dossier ancora aperti e pochi nodi risolti.

A disegnare la mappa delle infrastrutture in Piemonte è l’Oti, l’Osservatorio territoriale infrastrutture nato vent’anni fa in seno a Confindustria Piemonte che ora si evolve e grazie al coinvolgimento di Regione e Unioncamere. L’obiettivo è quello di mettere sotto la lente progetti e cantieri, a cominciare dalle opere in fase di realizzazione, per monitorare il rispetto dei tempi di realizzazione.

«Il problema nella stragrande maggioranza dei casi – sottolinea Paolo Balistreri, direttore di Confindustria Piemonte – non sono le risorse ma piuttosto la scarsa determinazione delle istituzioni e le lungaggini burocratiche». Tra i dossier ancora aperti c’è anche quello del completamento della metropolitana uno di Torino, con la fermata Bengasi pronta entro la prossima primavera, mentre la Linea è ancora in fase di progettazione. Il capitolo più consistente all’interno dell’Osservatorio è quello dedicato alla viabilità, con una lista lunga di opere da portare a termine – tra tangenziali e raccordi – dalla Pedemontana piemontese (Santhià- Biella-Gattinara­Romagnano Ghemme) fino all’eterna Asti-Cuneo, che ha visto finalmente risolto il nodo rappresentato da adeguamento del progetto e risorse per completare l’opera.

Per il Piemonte, regione attraversata da due Corridoi europei – Terzo Valico e Torino-Lione – e retroporto naturale per la Liguria, la questione della logistica resta centrale. Nell’elenco delle opere monitorate, dunque, accanto alle infrastrutture ferroviarie, viarie e metropolitane, ci sono anche quattro siti logistici: Orbassano, Cim di Novara e i progetti sui futuri retroporti di Cuneo e Alessandria. Il Rapporto Nord Ovest spiega che delle 2.314 imprese coinvolte nei lavori tra Alessandria e Genova, 855 sono fornitori dal Piemonte, seconda regione per imprese coinvolte nel progetto. La nuova linea ad alta capacità veloce si sviluppa per 53 chilometri, 36 dei quali in galleria.

Porto di Rapallo

Sul fronte infrastrutture l’inserto economico del Sole 24 Ore dedicato alle regioni del Nord Ovest parla anche del caso del Porto di Rapallo. Rendere il porto un centro di incontro con servizi di alta gamma da offrire a chi tiene qui la propria barca è l’obiettivo che si è posto l’imprenditore Davide Bizzi, che alla fine dello scorso mese di ottobre ha siglato con la società Porto Turistico Internazionale di Rapallo Spa i contratti finalizzati alla sottoscrizione, con l’amministrazione comunale, dell’atto suppletivo alla concessione demaniale marittima per avviare i lavori di messa in sicurezza dell’abitato e di ricostruzione delle infrastrutture portuali.

Si concluderà a inizio dicembre, con qualche giorno di ritardo, anche la gara avviata per affidare i lavori. Nel complesso l’investimento, tra intervento diretto di rifacimento e realizzazione, si stima in circa 40 milioni di euro per arrivare a regime a ospitare 280 posti barca, lo stesso numero che il porto turistico aveva prima della mareggiata del 2018.

Fuga dalle città

Il covid spinge a scoprire i borghi dell’entroterra. In Liguria il processo è iniziato da un piccolo e unico negozio di alimentari di Serra Riccò, paese sede del Comune che raggruppa 8 frazioni nell’alta Val Polcevera. La cooperativa di comunità Borghi Sparsi nata a fine maggio ha preso in gestione il negozio puntando sulle produzioni di ortofrutta a chilometro zero, con ordini che arrivano anche da Genova.

In Liguria i Comuni coinvolti nella strategia nazionale aree interne sono 48 per una popolazione di oltre 54.800 abitanti, mentre in Piemonte a fronte di 94 Comuni si sfiorano i 120mila abitanti. Per quanto riguarda la Valle d’Aosta, è entrata nella fase di attuazione la strategia «Bassa Valle in Rete», proposta dall’area-pilota Bassa Valle, di cui fanno parte le Unités des Communes valdôtaines Mont Rose e le Unités Walser e Evançon (23 i Comuni interessanti).

La meccanica si dimostra, sempre di più, un settore ad alta tecnologia. Lo dimostra Arinox (gruppo Arvedi), azienda di Riva Trigoso che è unica in Italia, e al vertice anche a livello internazionale, nella laminazione di nastro di precisione in acciaio inox per i settori dell’auto, della meccanica di precisione, dell’impiantistica, della componentistica e dell’elettronica. L’azienda realizza anche le lamine per gli scambiatori sangue-acqua da utilizzare nelle operazioni chirurgiche con circolazione extra corporea e sta lavorando su componenti per catalizzare, all’interno delle fuel cell, la trasformazione dell’idrogeno in energia elettrica. Arinox conta oggi 252 dipendenti, tutti diretti. L’alto livello di formazione che serve per svolgere il lavoro chiude ogni spazio agli interinali. L’azienda fattura circa 200 milioni l’anno e, nonostante l’emergenza Covid, anche quest’anno chiuderà l’esercizio in positivo. L’80% delle 55mila tonnellate di nastro di precisione prodotto va all’estero: in Europa, America, Medio Oriente e Far East.

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