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Paita contro Balbontin: «Mi ha insultato, lo denuncio». Il comico: «Ci vediamo in tribunale»

Un commento a un video del comico ligure fa infuriare la parlamentare di Italia Viva, che si sente chiamata in causa. Lui replica: «Il riferimento è a un vecchio sketch»

Botta e risposta via social, con minacce di denuncia, tra Raffaella Paita, deputata di Italia Vita, e il comico genovese Enrico Balbontin, già protagonista di un video con il candidato presidente alle elezioni regionali del centrosinistra (esclusa Italia Viva) Ferruccio Sansa.

Paita ha contestato un altro video di Balbontin, e in particolare la risposta del comico a un commento: «A quanto pare a Enrique Balbontin il caldo fa male. Non gli è bastato fare un becero video cabarettistico con una maglietta con contenuti omofobici. Non gli è bastato attaccarmi quando glielo abbiamo fatto coralmente notare - ha scritto Paita - Non gli è bastato non scusarsi e arrampicarsi sugli specchi pur di non ammettere il suo errore. Oggi si è addirittura permesso di offendermi personalmente in un suo post su Facebook, testualmente “a b… stiamo coperti” riferendosi a me». 

La parlamentare ligure ha quindi chiamato in causa Ferruccio Sansa, interrogandolo sulla posizione in merito a quanto letto, e annunciato che sporgerà querela nei confronti di Balbontin: «Solo così, forse, questi leoni da tastiera impareranno l’educazione e il rispetto per gli altri». 

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A Paita, che ha incassato anche il sostegno della ministra alle Politiche Agricole, Teresa Bellanova, e quello del candidato sostenuto proprio da Italia Viva alle regionali liguri, Aristide Massardo, ha ha replicato proprio Balbotin, chiarendo che la "Lella" cui si riferisce nel commento cui replica parlando di "bagasce" è la protagonista di numerosi sketch: ««Dopo l'omofobia, il sessismo. La Lella è un personaggio dei miei sketches - ha spiegato - Ora basta, denuncerò Raffaella Paita per diffamazione e calunnia. Vengo usato come capro espiatorio e pago l'errore clamoroso di averci messo la faccia. Ci vediamo in tribunale».

Paita si sarebbe dunque sentita chiamata in causa a sproposito, sostiene Balbontin (supportato dai candidati della lista di Sansa), che ha ricevuto nelle ultime ore numerose manifestazioni di sostegno, cui ha replicato condividendo immagini e video di vecchi sketch in cui si parla proprio di "Lella". «Per un grottesco e delirante equivoco una politica locale, che evidentemente non riesce a far parlare altrimenti di sé, ha definito Balbontin omofobo e sessista - ha commentato nel pomeriggio Sansa -. Coinvolgendo nell'abbaglio epocale anche ministri e parlamentari. Balbontin non è omofobo (anzi, è stato invitato a diversi gay pride), nè sessista. La sua vita, il suo lavoro come attore e come avvocato degli ultimi lo testimoniano». Facebook avrebbe però bloccato la pagina dell'artista: «Il blocco della pagina Facebook suona come censura - continua Sansa - ma è anche un danno enorme per la sua professione di attore già messa a dura prova dalle restrizioni per il Covid».

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