Coronavirus: lieve calo dei nuovi casi dopo tre giornate nere, i morti sono 231

Martedì sono 1.864 le persone positive, 171 più di lunedì, ma un numero comunque inferiore a quello registrato tra venerdì, sabato e domenica, quando la cifra ha superato i 200 nuovi casi in media al giorno

Sembra rallentare leggeremente, rispetto ai numeri degli ultimi giorni, la crescita del contagio da coronavirus in Liguria. Martedì erano 1.864 le persone positive al Covid 19 in Liguria, 171 più di lunedì ma un numero comunque inferiore a quello registrato tra venerdì, sabato e domenica, quando la cifra quotidiana ha superato i 200 nuovi casi in media al giorno.

Secondo i dati relativi ai flussi tra Alisa e Ministero, sui positivi totali 950 sono ricoverati in ospedale i di cui 147 in terapia in tensiva (9 in più rispetto a lunedì). A domicilio si stanno curando 740 persone (176 più di lunedì), i clinicamente guariti - ma ancora positivi e al domicilio - sono 174, poco più di 30 in più rispetto ai dati di lunedì. Aumentano anche i guariti "totali", che sono cioè risultati negativi a due test consecutivi: 19 contro i 17 di lunedì.

La nostra regione si ritrova insomma ad affrontare il momento più complesso e delicato. L’aumento delle persone che si stanno curando a casa è un segnale positivo, come ha chiarito il governatore Giovanni Toti: «Vuol dire che la nostra medicina territoriale sta funzionando». Tra le altre notizie positive, oltre all’aumento dei guariti, anche le dimissioni dai reparti critici e il trasferimento di pazienti sulla nave-ospedale e nelle altre strutture che possono garantire assistenza ai malati che non versano in condizioni difficili. Ed è diventata un simbolo di speranza la foto della 27enne stubata al Galliera, dopo una settimana di lotta tra la vita e la morte.

«Si comincia a scorgere qualche lieve segnale del fatto che la tensione possa abbassarsi nei prossimi giorni e nelle prossime ore - ha detto il governatore ligure, Giovanni Toti - per questo bisogna tenere duro, ognuno deve fare il suo dovere fino in fondo, sia chi deve restare a casa sia quelli che sono chiamati a uscire per il loro lavoro: medici, infermieri, chi lavora nei supermercati, le forze dell’ordine. Nessuno oggi può permettersi di fare un passo indietro».

Coronavirus, 231 morti in Liguria dall'inizio dell'emergenza

Diminuiscono, dopo tre giornate nere, anche i decessi: dall'inizio dell'emergenza le persone decedute sono 231 (compresi i due test fatti a posteriori su due salme), 19 più di lunedì.

Tra i tanti numeri che si è costretti ad analizzare ogni giorno, balzano agli occhi le cifre dei decessi, da 212 a 23i tra lunedì e martedì, come confermato in mattinata con l'arrivo di notizie di altre persone che hanno perso la battaglia contro il covid-19.

Tra le persone che hanno perso la vita, anche il cameraman e regista genovese Paolo Micai, che stava documentando la situazione sul territorio nei tempi dell'emergenza coronavirus e che da 15 giorni era ricoverato al San Martino.

Al San Martino oltre 200 ricoverati, aperto un nuovo reparto con 70 posti letto

Martedì erano 228 i pazienti ricoverati: 38 in Malattie Infettive, 44 nelle tre rianimazioni del Policlinico, altri 3 pazienti in sub intensiva, 30 al Padiglione 10, 80 al Padiglione 12, mentre 14 sono ricoverati nei letti dell’Area Medica Critica al primo piano del Pronto Soccorso. Diversi i pazienti in attesa al Pronto Soccorso di essere processati, lunga la fila di ambulanza che si è formata all'esterno dell'ospedale.

Sono stati intanto attivati martedì mattina i nuovi spazi ricavati a tempo di record, con 12 giorni di lavoro incessante da parte dell'Ufficio tecnico del Policlinico, i 70 posti letto ricavati nell'area che prima dell’emergenza sarebbe dovuta diventare un prolungamento dell’area laboratori.

Si tratta di 2.000 metri quadrati complessivi, con una capacità ricettiva di 70 posti letti. Già i 19 letti occupati. Nell'ambito della riorganizzazione del San Martino, hub regionale per la gestione del coronavirus, è statao spostato il Centro Ictus al primo piano di Specialità, sede della degenza clinica neurologica. Una scelta che si è resa necessaria per ottimizzare le risorse professionali in conseguenza dell’isolamento fiduciario domiciliare di diversi operatori.

L’ex reparto di Otorinolaringoiatra al terzo piano del Monoblocco è stato dedicato in parte alla chirurgica sui pazienti Covid positivi e in parte alla sub intensiva per lo assistere i soggetti Covid positivi estubati.

In mattinata è inoltre arrivata la donazione del Rotary, 41 televisori per il reparto Malattie Infettive.

La nave ospedale entra in funzione, aumentano i posti letto. Atteso carico di mascherine

Alla luce dell’aumento dei numeri, la riorganizzazione del sistema sanitario regionale procede: aumentano i posti letto, con altre strutture in funzione sia per le cure a bassa intensità sia per ricovero di persone convalescenti o in quarantena, come la rsa per anziani Sereni Orizzonti, a Sestri Ponente, che conta su 70 posti letto, e la nave ospedale Gnv Splendid, che tra lunedì e martedì ha accolto i primi pazienti trasferiti dagli ospedali cittadini e nei prossimi giorni ne accoglierà altri sino ad arrivare a 25, primo modulo. 

A martedì sono otto, cinque donne e tre uomini, i pazienti che si trovano a bordo della Gnv Spendid. Dopo i quattro trasferimenti dall’ospedale Galliera avvenuti ieri, primo giorno di operatività della nave-ospedale, oggi sono state trasferite altre quattro persone, tre delle quali dall’ospedale Galliera e una dall’ospedale Policlinico San Martino.

In particolare, sono stati trasferiti dal Galliera un uomo nato nel 2002 di nazionalità tunisina residente a Genova, una donna nata nel 1964 di nazionalità peruviana e residente a Genova, e una donna di nazionalità russa residente a Genova. La paziente trasferita dal Policlinico San Martino è una donna nata nel 1938, italiana e residente a Genova.

Si tratta di pazienti selezionati, in funzione dell'ambiente nave, per la bassa complessità assistenziale di cui hanno bisogno ma che devono comunque continuare il percorso di ricovero sino alla avvenuta negativizzazione del tampone, momento in cui potranno essere dimessi garantendo la sicurezza individuale e della cittadinanza.

In caso di necessità, la nave può arrivare a ospitare sino a 400 persone: al suo interno un team composto da 6 medici, 12 operatori socio-sanitari, 15 infermieri, 2 psicologi e 2 fisioterapisti, coordinati dal direttore del pronto soccorso del Galliera, Paolo Cremonesi.

«Da martedì pomeriggio sarà attiva la struttura di Cairo Montenotte - ha aggiunto l'assessore regionale alla Protezione Civile, Giacomo Giampedrone - Continueremo questa settimana  la distribuzione delle mascherine a tutti i comuni. Ho detto ai sindaci che non appena arriverà il materiale della filiera ligure delle mascherine sarà nostra cura con segnarle ai primi cittadini che si faranno carico della distribuzione a tutta la filiera dei servizi pubblici locali».

Per quanto riguarda la mascherine, il governatore ligure Giovanni Toti ha chiarito che «la nostra Protezione civile ha già distribuito ai sindaci, per i lavoratori più esposti dei servizi pubblici essenziali, le prime mascherine. Mercoledì aspettiamo un carico dagli Usa, tra mercoledì notte e giovedì aspettiamo un primo carico dalla Cina. Contiamo che tra la fine di questa e l’inizio della prossima la nostra catena logistica diventi efficiente e continuativa in modo da fornire mascherine a tutti coloro che sono chiamati uscire di casa: prima i lavoratori più esposti, poi tutto gli altri che ne avranno bisogno»

“Stiamo lavorando su tutti i fronti - ha proseguito Toti - I posti letto al San Martino stanno crescendo, la cosiddetta nave ospedale ha ricevuto ieri i primi ricoverati e oggi ne sta accogliendo altri. Tutto il sistema sanitario, con un incredibile sforzo, per ora sta reggendo l’urto della malattia: stiamo togliendo dalle sale di rianimazione alcune persone che per fortuna ce l’hanno fatta, rimandando a casa e cercando luoghi in cui ospitare persone che sono uscite dalla fase acuta della malattia per liberare letti d’ospedale».

Coronavirus, tamponi e test in aumento

Come già annunciato, l’intenzione della Regione è aumentare il numero di tamponi e test sierologici effettuati sulla popolazione, in modo da tracciare quanti pià casi possibili per contenere il contagio. Altri 3 laboratori sono pronti a iniziare a processare i test, dando la precedenza al personale sanitario e agli ospiti delle residenze protette per gli anziani. Proprio le rsa stanno diventando i focolai più pericolosi: il virus, qui, colpisce la fascia di popolazione più fragile, e la vicinanza quotidiana favorisce il diffondersi del contagio.

L’ospedale San Martino, intanto, ha ricevuto lunedì in regalo da una cittadina cinese 720 kit per un nuovo test veloce che si esegue facendo una puntura su un dito, e che consente di avere il risultato in un quarto d'ora.

«Stiamo cercando di implementare il percorso diagnostico per potenziare i laboratori con tutta la rete del professor Icardi, che sta diventando più ricca - ha detto il dottor Filippo Ansaldi, responsabile prevenzione Alisa - L’obiettivo è quello di implementare il numero dei test che possiamo eseguire. Un’azione sinergica per proteggere anche gli ospiti delle rsa dove sarà garantita la diagnostica sierologica, test nuovi sul mercato con cui  pensiamo anche di iniziare a saggiare la popolazione degli operatori sanitari che sono i più esposti».

La Liguria "sblocca" il Remdesivir. Bassetti: «Testeremo l'Avigan»

Sul fronte terapie, l'assessore alla Sanità, Sonia Viale, ha annunciato lo sblocco della sperimentazione del Remdesivir, il farmaco anti-ebola utilizzato con successo per la cura del coronavirus, mentre l'infettivologo Matteo Bassetti, a capo della clinica di Malattie Infettive del San Martino, ha annunciato che verrà sperimentato anche l'Avigan, il farmaco giapponese di cui tanto si è parlato nelle ultime ore per la presunta efficacia sull'infezione da covid-19.

Costa Luminosa, proseguono le operazioni di sbarco e trasferimento

Massiccio, inoltre, lo sforzo per favorire gli sbarchi e i rientri dei passeggeri della Costa Luminosa, la nave da crociera che da venerdì staziona nel porto di Savona. Costa, intanto, ha deciso di estendere la sospensione volontaria delle sue crociere sino al 30 Aprile 2020. Le crociere attualmente in corso stanno terminando l'itinerario solo per consentire agli ospiti di sbarcare e tornare a casa. 

Da martedì sera, ha fatto sapere la Regione, rimarranno a bordo di Costa Luminosa solo i marittimi asintomatici, nessuno dei quali si trova quindi in isolamento. L'aggiornamento è stato dato a margine della riunione pomeridiana per fare il punto in videoconferenza sulla situazione della nave da crociera. Presenti l’assessore regionale alla Protezione civile Giacomo Giampedrone con i rappresentanti del Dipartimento nazionale, della sanità marittima, di Asl2, della Prefettura e della Questura di Savona, di Costa Crociere oltre al sindaco di Savona.

L’assessore Giampedrone ha evidenziato che «questa mattina, a 72 ore dall’arrivo della nave, abbiamo concluso i trasporti protetti nei loro paesi o al domicilio di tutti i passeggeri che si trovavano a bordo. Per quanto riguarda l’equipaggio, oggi sono sbarcati oltre 200 marittimi, trasferiti al proprio domicilio oppure in strutture protette fuori Liguria: tra loro anche tutti coloro che presentavano sintomi o erano risultati positivi al Covid19».

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 «Da questa sera rimane sulla nave solo una parte dell’equipaggio - ha aggiunto Giampedrone - si tratta di persone tutte asintomatiche, che in questo momento stanno bene. Una parte è la componente ritenuta essenziale dalla Costa per il funzionamento della nave mentre gli altri, circa 500 persone, originarie delle Filippine, dell’India o dell’Indonesia, verranno accompagnati nei loro Paesi con voli charter, di cui siamo in attesa di conferma a strettissimo giro da parte di Costa Crociere».

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