Martedì, 19 Ottobre 2021
Attualità

Il Liguria Pride incassa anche l'appoggio del Medio Ponente

Il Municipio approva una mozione che lo impegna a sostenere la manifestazione del 16 giugno e tutte le altre iniziative legate alla promozione di diritti civili ed lgbti

Dopo il Municipio Ponente, anche i “vicini” del Medio Ponente scendono in campo a tutela del Liguria Pride, approvando una mozione che garantisce l'appoggio alla manifestazione per i diritti lgbti del prossimo 16 giugno.

A portare in consiglio la mozione è stata la consigliera Sara Tassara, capogruppo di “Il Prossimo Medio Ponente” e presidente della Consulta delle Elette per le Pari Opportunità e Politiche Femminili del Municipio, che nel documento sottolinea che “Il Municipio Medio Ponente aderisce non solo allo spirito e agli obiettivi del Liguria Pride, ma anche ai valori promossi dal Comitato Liguria Colorata Pride e delle associazioni che promuovono questi valori sul territorio”. 

La mozione impegna dunque il presidente del Municipio e la giunta municipale a «concedere il patrocinio a iniziative organizzate sul territorio promosse dal comitato Liguria Colorata Pride» e a compiere «tutte le azioni necessarie per garantire che il Municipio sia attivo nella promozione delle iniziative connesse alla manifestazione denominata Liguria Pride». Prima del Medio Ponente era stato il Municipio Ponente a muoversi in questa direzione, approvando una mozione proposta di Filippo Bruzzone, consigliere di A Sinistra, con cui si impegnava a concedere il patrocinio.

Nel corso dello stesso intervento, Tassara ha colto l’occasione anche per discutere dell’affissione del manifesto Pro-Vita contro l’aborto e la legge 194 in corso Buenos Aires:  «Come Consulta vogliamo portare avanti questi temi, anche se con amarezza, perché è vergognoso che ancora oggi si metta in discussione la legge 194, è vergognoso che ci si rifugi dietro la libertà di espressione per non toglierlo ed è vergognoso che il Comune non abbia un regolamento in proposito, contrariamente ad altre città dove per far rimuovere lo stesso manifesto ci si è potuti appellare al regolamento. Chiederemo di rivederlo, perché non deve mai più succedere un episodio del genere sul nostro territorio».

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