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Prevenzione sismica: 260mila euro per 37 comuni liguri, ecco quali

Sono in corso studi e analisi per i comuni della regione che presentano le condizioni di pericolosità sismica di base più elevati

Oltre 260mila euro per attività di prevenzione sismica in Liguria, tra cui studi di Microzonazione sismica e analisi della Condizione limite per l’emergenza dell’insediamento urbano per 37 comuni della regione, nell’ambito del Piano nazionale di riduzione del rischio sismico. I fondi sono stati stanziati dalla giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Difesa del suolo.

Si tratta di studi che consentono una puntuale valutazione e analisi della situazione su questo fronte, a livello locale. I comuni interessati in provincia di Genova sono Casarza Ligure, Genova, Masone, Mele, Rossiglione e Tiglieto.

E poi Altare, Balestrino, Bardineto, Bergeggi, Borghetto Santo Spirito, Borgio Verezzi, Bormida, Castelbianco, Castelvecchio di Rocca Barbena, Cengio, Cosseria, Erli, Giustenice, Loano, Magliolo, Mallare, Millesimo, Murialdo, Nasino, Noli, Osiglia, Pallare, Pietra Ligure, Plodio, Quiliano, Rialto, Roccavignale, Toirano, Tovo San Giacomo, Vado Ligure e Vezzi Portio in provincia di Savona.

Sono in corso studi e analisi per i comuni della regione che presentano le condizioni di pericolosità sismica di base più elevati. Nell’ambito della presente programmazione sono state considerate le realtà che risultano potenzialmente suscettibili di fenomeni di liquidazione del suolo, situazione che in caso di terremoto, se presente, potrebbe determinare instabilità dei terreni e, problemi agli edifici. “Uno degli aspetti cardine di un tema tanto rilevante come la difesa del suolo è quello della prevenzione – spiega l’assessore -, che ovviamente non riguarda solo l’aspetto idrologico che in Liguria, vista la conformazione del territorio, ha un’importanza centrale. Per questo anche la conoscenza ed il monitoraggio dal punto di vista sismico è fondamentale: con questo provvedimento Regione Liguria è accanto ai Comuni per individuare quali siano le aree potenzialmente pericolose sui rispettivi territori, in modo da fornire tutte le informazioni necessarie per poter intervenire e mitigare il rischio”.

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